Caserta

Speranza Provinciale: “No all’inceneritore”

Speranza ProvincialeCASERTA. “Il territorio non ha bisogno di un altro inceneritore ma di una vera filiera industriale per il recupero delle risorse”. Lo afferma il movimento “Speranza Provinciale”.

“E’ passata, ormai, una settimana da quando il presidente ‘senza giunta’ della Provincia, Domenico Zinzi, ha proposto la realizzazione di un altro inceneritore ‘in modo da rendere questo territorio completamente autonomo sotto il profilo della gestione dell’intero ciclo dei rifiuti’, come ha dichiarato lo stesso presidente. Cos’è successo dopo questa proposta? Nulla. Silenzio della maggioranza, silenzio della cosiddetta ‘opposizione’, silenzio degli imprenditori e delle loro organizzazioni, silenzio dei sindacati, silenzio della Gisec (leggi ex giudice Di Persia); silenzio, infine, da parte dell’Università e dal mondo della scienza ufficiale. La cosa appare singolare, forse perché si aspetta che Cosentino e i suoi decidano quando prendere il Palazzo e poi si vedrà, forse perché, in fondo, nessuno crede alle parole di Zinzi, poiché, è evidente, siamo nella situazione in cui ‘i pantaloni li porto io ma chi comanda è mia moglie’! Le parole, quindi, non solo non vanno sprecate, ma occorre quella ‘opportuna’ cautela in attesa che il vero padrone delle ferriere decida il da farsi. Sono note le competenze del presidente in materia di smaltimento dei rifiuti, quindi riteniamo che Zinzi non sapesse quello che diceva in Prefettura”.

“Zinzi – continua il movimento – non sa che l’attuale dotazione di impianti, macchinari e attrezzature in materia di smaltimento e recupero di rifiuti in provincia è superiore allo stesso fabbisogno e che la questione principale è una direzione tecnica e amministrativa degna di questo nome per la Gisec e per quanti hanno responsabilità per la gestione degli impianti e la pianificazione dell’intero ciclo. Occorre un coinvolgimento degli imprenditori e non la loro esclusione (con la proposta Zinzi) per creare un’autentica filiera che recuperi materiale e crei nuova occupazione, altro che incenerimento e distruzione di risorse! Il movimento ambientalista, il Comitato Emergenza Rifiuti, la società civile da oltre un anno e mezzo ha presentato un dettagliato piano, fatto proprio da Speranza Provinciale, per un autentico ciclo del recupero del materiale per la provincia di Caserta. E’ assordante il silenzio di quanti avrebbero il dovere di parlare e di valutare, a incominciare dall’opposizione per finire all’Università dove molti ormai si chiedono se ritiene ancora valida l’idea di radicarsi sul territorio a partire da una sua comprensione, oppure far diventare la Sun un luogo di clientele e nepotismi vari come usa fare anche nelle ‘ultime province del regno’. Non ne abbiamo bisogno”.

“Se, tuttavia Zinzi, o chi per esso, dovesse insistere sull’inceneritore consigliamo di allocarlo magari fra Casapesenna (dove il consenso a Zinzi è stato del 90,67%) e San Felice a Cancello (dove ha ottenuto l’85.01%) o Cancello e Arnone (l’89,76 %) o Casal di Principe (l’86,44%) o Arienzo (l’83,25%) o Cellole (l’80,26%) o, infine, San Cipriano d’Aversa (79,25%). I cittadini di quei comuni, che così liberamente hanno accordato tanta fiducia al centrodestra, saranno felici di accogliere una così qualificante proposta per l’ambiente, le risorse e la salute pubblica. Consigliamo pure al presidente ‘re Travicello’ uno scienziato ‘vero’ (perché non lo nomina assessore?) sostenitore da sempre della distruzione delle risorse: quel professor Arena che, estraneo alla stessa idea di sviluppo sostenibile, tradisce la squadra di una facoltà di Scienze Ambientali che, invece, cerca di capire come coniugare ambiente e territorio, sviluppo sostenibile, economia e occupazione ma a partire dal recupero e salvaguardia delle risorse e non della loro distruzione”.

“Speranza Provinciale dice no all’inceneritore e invita tutti i soggetti che hanno responsabilità pubbliche a sollecitare un confronto serrato sulle prospettive e sullo sviluppo di questa provincia che, certo, non può essere sostenuta da forze la cui unica preoccupazione è la sistemazione al potere di un ente che ancora, dopo oltre un mese e mezzo dalle elezioni non ha un governo in barba ai bisogni della gente e alle necessità del territorio e dei giovani”.

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