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Grazzanise, gli alunni a lezione dai carabinieri

la stazione Carabinieri di GrazzaniseGRAZZANISE. La fase aurea della locale stazione dei carabinieri dura ormai da anni e sembra proprio orientata ad andare avanti, di successo in successo.

Peculiarità singolare è un sottile ed alternato gioco di prevenzione e repressione. Merito innegabile del comandante Baldassare Nero, del suo braccio destro, maresciallo Luigi De Santis, e di tutti gli uomini della caserma grazzanisana. Un’azione continua, tenace, istituzionalmente forte germoglia, giorno dopo giorno, ed i bersagli all’attivo sono numerosissimi.

Basti passare in rassegna i servizi che i canali giornalistici e radiotelevisivi, anche regionali e nazionali, hanno finora dedicato all’attività ordinaria e straordinaria posta in essere dai carabinieri agli ordini del comandante Nero. Appunto alcuni giorni fa egli, invitato dalla dirigente Maria Grazia Farina, ha tenuto una limpida lezione sul tema “Le Forze dell’Ordine: strutture e funzioni” agli allievi di scuola media frequentanti il corso “Io, cittadino del mondo”.

 Commentando un eloquente filmato sulla nota Operazione “Siska”, il brillante sottufficiale della Benemerita ha approfondito, in veste di educatore, il profilo e la tensione ideale dell’Arma e delle altre Forze di Polizia impegnatissime sul nostro territorio a contrastare i diffusi fenomeni malavitosi e ad assicurare alla giustizia loschi personaggi di piccolo o grande calibro. Difatti, non s’era mai visto a Grazzanise un potenziale operativo delle proporzioni che dall’arrivo del maresciallo Nero si va sempre più sprigionando, a tutto vantaggio della maggiore tranquillità e sicurezza dei cittadini onesti.

Gli allievi hanno molto apprezzato gl’incisivi moniti del carabiniere-amico, che non fa paura, ma infonde serenità nei cuori dei giovani che sognano una migliore società. Appena qualche giorno dopo, il sibilo delle sirene proveniente da “gazzelle” ed auto-civetta colpiva i timpani e le menti della gente: si stava concludendo l’ennesima operazione, chiamata “Primo Maggio”, che aveva fatto tintinnar le manette ai polsi degli assenteisti di Uffici sanitari e del Consorzio per la gestione dei rifiuti.

Ancora una volta, come nel recente passato, repentini passaggi dalla prevenzione alla repressione. Soprattutto genitori ed insegnanti, di fronte a tale esempio, sono chiamati a svolgere fino in fondo la loro parte, insistendo nell’informare e nel formare le giovani generazioni, alla scoperta del culto delle regole, all’osservaznza della legge, al profondo rispetto degli uomini che rischiano la vita al fine di ripristinare la legalità. Attraverso la concreta e costante convergenza delle azioni informative ed educative tutto sarà più facile.

inviato da Raffaele Raimondo

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