Campania

Moratoria mutui, interventi la Federcontribuenti

 NAPOLI. Una persona fisica con reddito inferiore a 40mila euro che nel 2009 o 2010 abbia subito o subirà la perdita del posto di lavoro, la cassa integrazione guadagni, malattia invalidante o altro, avrà dalle banche una condizione “sospensiva” enon “risolutiva” del mutuo.

Da questa premessa nasce l’invito della Federcontribuenti Campania ad una nuova discussione sull’accordo Abi-consumatori, per la moratoria dei mutui. In altri termini con l’accordo, che è stato recepito da circa il 90% degli istituti di credito, si verificheranno due possibilità per le persone interessate: o sospenderanno per un anno il rimborso della quota capitale, e quindi consentiranno di pagare rate di soli interessi, oppure verrà sospesa per un anno la sola rata del mutuo.

La realtà dei fatti è molto più complessa e meno conveniente per i cittadini – contribuenti in quanto mentre, per il primo caso succitato si sospende la sola quota capitale, continuando a pagare mensilmente solo gli interessi, al termine della moratoria le rate riprenderanno regolarmente il loro corso senza aggravi e particolari problematiche; per il secondo caso la situazione è nettamente diversa, in quanto, chi sceglie, gioco-forza, la sospensione totale del mutuo accumulerebbe una quota di interessi non pagati che andrebbe ad aggiungersi al debito originario.

Questo è un nodo da sciogliere perché non tutte le banche sono disposte a spalmare la quota di interessi non pagata su tutto il periodo residuo del mutuo, infatti, tale tesi avvalora il fatto che ciascun istituto di credito si “riserva”il diritto di valutare caso per caso i termini di rientro. Questa è una non soluzione, che nel medio-lungo periodo porterà notevoli disagi sociali ed aumenterà fenomeni di lavoro nero,con evidenti elusioni fiscali, e strozzinaggio.

“Tale affermazione – spiega Marco Esposito, responsabile regionale della Federcontribuenti in Campania – deriva dal fatto che sia durante che dopo il tempo della moratoria dei mutui, molti padri di famiglia si troveranno a dover fronteggiare le cosiddette ‘spese correnti’ di una famiglia, e senza entrate economiche fisse, le persone accumulerebbero molti più debiti del ‘semplice’ mutuo. Il principio è: se si sospende un pagamento nella vita di una persona, non è detto che si possano sospendere tutti gli altri. Allora, ben venga la moratoria dei mutui, ma il Governo garantisca un fondo perduto per coloro i quali non riescano ad avere prospettive di pagamento nel prossimo futuro; in quanto, in fondo la mancanza di lavoro è un diritto costituzionale leso. Allo stesso tempo si sospenda il pagamento delle tasse locali, per tutti coloro i quali sono colpiti da fenomeni di disoccupazione involontaria, altra nota dolente che il Governo deve e dovrà affrontare di concerto con Regioni, Comuni e Province”.

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