Campania

In coma dopo operazione al seno: inchiesta e ispezione dei Nas

 CASERTA. Coma farmacologico ed ipossia, ovvero mancanza di ossigenazione del cervello, assistenza con respirazione ventilata.

Continua ad essere questo, ha spiegato Brunello Pezza, primario del reparto di rianimazione dell’Azienda Ospedaliera S.Anna e S.Sebastiano di Caserta il quadro clinico di Annabella Benincasa, la donna di 35 anni di Cava dé Tirreni (Salerno), moglie di un elettrauto della cittadina poco distante da Salerno, e madre di una bimba di cinque anni. La donna, ricoverata da sei giorni nel nosocomio casertano, dopo un intervento di mastoplastica additiva effettuato senza degenza in un centro privato casertano di chirurgia estetica ambulatoriale, non dà segni di reazione.

GLI INDAGATI. Tra gli indagati i due medici presenti nella sala operatoria: il chirurgo Sergio Brongo, di Napoli, l’anestesista Lucio Romandino, di Caserta, e un loro assistente. Sul caso sono in corso accertamenti da parte della magistratura ordinaria, del ministero della Salute e della commissione d’inchiesta della Camera dei Deputati sugli errori in campo sanitario, presieduta da Leoluca Orlando.

ISPEZIONE DEI NAS. I carabinieri dei Nas stanno avviando una serie di controlli nella clinica privata Iatropolis di Caserta dove è stato effettuato l’intervento di mastoplastica additiva su Annabella Benincasa, la donna di 35 anni finita in coma dopo quell’operazione. I militari – nella doppia veste di ufficiali di polizia giudiziaria delegati dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, e di ufficiali sanitari delegati dal ministero della Salute – verificheranno, secondo quanto si è appreso, le condizioni igienico-sanitarie della struttura e la presenza di una serie di autorizzazioni all’esercizio dell’attività. La cartella clinica della paziente è già stata acquisita, dopo l’avvio dell’inchiesta della procura sull’episodio.

LEGALE FAMIGLIA CHIEDE NOMINA CONSULENTE. “Sono stato stamane dal pm per chiedere la nomina di un consulente tecnico”. Lo rende noto l’avvocato Michele Avallone, legale della famiglia di Annabella Benincasa. “Mi sono recato nella struttura dove la signora Benincasa è stata operata e mi è sembrata una struttura all’avanguardia”, ha aggiunto l’avvocato Avallone. “La nostra speranza è che Annabella si risvegli e ci dica, lei stessa, come sono andate le cose”, ha concluso Avallone.

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