Sant’Arpino

Pdl: Plazza bacchetta Spanò

Alberto Plazza SANT’ARPINO. Il dottor Alberto Plazza interviene sulle ultime vicende politiche santarpinesi e, in particolare, su quelle che riguardano il Popolo della Libertà.

“Le ultime vicende politiche che hanno interessato il Pdl a Sant’Arpino e che hanno visto l’epilogo dell’esperienza amministrativa dell’avvocato Spanò, con la revoca delle deleghe da parte del sindaco, mi obbligano ad intervenire, in qualità di rappresentante di una delle componenti fondamentali della Pdl, l’ex Forza Italia, nonostante mi fossi riproposto di tenermi lontano dai giochetti politici.

L’area del centrodestra a Sant’Arpino non ha mai vissuto momenti di vera aggregazione, a causa dell’appannaggio a pochi del processo decisionale, che quasi mai vedeva una generale condivisione delle scelte. Questo costituiva una fonte di continue polemiche e litigi, che sfociavano nella reciproca delegittimazione, con conseguenti divisioni e lacerazioni. Ciò che doveva costituire una normale dialettica interna, finiva per essere una occasione per imporre posizioni personali, facendo venir meno il dialogo e la tolleranza, principi cardini dei partiti che si richiamano al liberalismo.

Successivamente, la mancanza di coesione si riproponeva integralmente nel Pdl, che vedeva, fin dal suo nascere, la presenza di tre componenti, diversamente orientate, e si accentuava, deflagrando, con la nomina a coordinatore comunale di Rodolfo Spanò, nomina mai condivisa, per come si poneva, imposta dall’alto, e, per questo, rifiutata. Lo stesso Spanò, da coordinatore, non ha mai assunto atteggiamenti concilianti, anzi, adoperando in maniera imperterrita i vecchi schemi comportamentali, facenti parte di una esperienza politica maturata in un altri contesti, ad ogni suo intervento scavava ulteriormente il solco che divideva il partito. Tale stato di cose ha portato al naufragio ed al fallimento della proposta del Pdl a Sant’Arpino. Infatti, da una parte va rilevato il netto calo dei consensi al Pdl che, nelle ultime elezioni europee riportava il 47,18% dei voti (in linea con il dato provinciale del 47,97%), mentre alle regionali, appena passate, consegue solo il 22,60% (contro un dato provinciale del 34,08%, con una differenza di ben 11,48 punti percentuali). Un calo che, bisogna osservare, si è maturato nel periodo di gestione del Pdl da parte dell’avvocato Spanò. Dall’altra, la mancata elezione a consigliere provinciale dello stesso Spanò, a seguito di una candidatura quanto mai inopportuna, che obbediva esclusivamente alla logica di un bieco e presuntuoso protagonismo, maturata, altresì, nella più assoluta chiusura e nella ristretta schiera degli ex-alleanzini fedelissimi di Spanò, che, giustamente, definivano “unanime” una decisione presa tra di loro in maniera esclusiva e senza il pur minimo coinvolgimento delle altre componenti.

Mai e poi mai ho partecipato, nella fase preparatoria all’individuazione di un candidato della Pdl, non essendo mai stato invitato dall’avvocato Spanò, il quale si è giustificato dicendo che, poiché il sottoscritto aveva rinunciato alla candidatura alla provincia, non avevo titolo per partecipare, in quanto da coordinatore aveva piena facoltà di valutare le situazioni. Ed, infine, la defenestrazione dalla giunta sempre di Spanò, accusato di provocare confusione e disorientamento all’interno della maggioranza dai suoi ex “rampolli”, Fioratti e Lettera, a causa dei suoi atteggiamenti disorganici ed ondivaghi e, risultando più volte assente nei momenti decisionali, all’interno della giunta, rivelava di fatto una concreta incompatibilità con l’attività amministrativa, confermandosi, invece, come un “movimentista” avvezzo ad una opposizione sterile e parolaia. E se troveranno conferma le invettive di espulsione dal partito di Plazza, di Fioratti e di Lettera, a cui farà seguito il passaggio all’opposizione del solo Spanò, assisteremo alla rappresentazione dell’assurdo ed alla piena dichiarazione di fallimento della sua gestione e della sua ristretta schiera, nonostante che il voto degli elettori alle comunali gli avesse dato la possibilità di incidere sull’attività amministrativa con un gruppo di ben quattro consiglieri.

Purtroppo, dopo soli due anni, egli è riuscito a farsi espellere dalla maggioranza, a perdere le deleghe, a farsi rinnegare dai suoi, ad essere relegato all’opposizione ed far sprofondare nelle acque melmastre dello Stige il partito del Pdl. A conferma, inoltre, della incapacità del coordinatore di capire in qual modo si conduce, organizza e si propone una forza politicadi cui si ha la responsabilità territoriale mi corre l’obbligo di riportare questo episodio: Giovedi 8 Aprile venni convocato presso lo studio dell’avvocato Spanò il quale mi chiese le mie intenzioni e, cioè, se avessi intenzione di rimanere in maggioranza o passare all’opposizione. Alla mia risposta di volere proseguire ad appoggiare l’attuale amministrazione, il coordinatore mi avvertiva che con questa mia decisione automaticamente venivo ad escludermi dalla Pdl. Cosa assai più grave, però, è che lo stesso avvocato la sera stessa aveva indetto una riunione presso la sede della Pdl in via San Giacomo e della quale nulla sapevo, pur essendo un iscritto, un militante, nonché consigliere comunale. In quella stessa sedeSpanò comunicava pubblicamente a tutti i suoi amici, parenti, cugini e comparielli che l’ora delle decisioni irrevocabili era finalmente giunta e che Plazza, Fioratti e Lettera sarebbero stati espulsi dal partito. Tutto questo senza che nessuno di noi tre fosse stato avvertito della riunione o per lo meno informato. A qualcuno che chiedeva all’avvocato perché non fossimo stati invitati, la risposta secca, decisa e a muso duro era: quelli sono dei “nemici”.

Ad ogni buon conto, per quel che mi riguarda, per il mio retroterra culturale e per la mia storia politica, professionale e personale, la vista di queste macerie non mi consola e mi provoca solo disgusto e disappunto. E’ un fallimento, comunque, e lo ammetto, a cui abbiamo contribuito un po’ tutti e che si sarebbe potuto evitare semplicemente facendo tutti un passo indietro, ma che nessuno, purtroppo ha voluto fare anche se ripetutamente, da persona anagraficamente più anziana, ho più volte invitato l’avvocato fraternamente ad ascoltare e cercare di capire chi la pensasse in modo diverso, ritenendo la comprensione della diversità elemento di crescita personale e politica. Morale della favola: dopo essermi nutrito degli ideali di libertà e di tolleranza all’interno di Forza Italia, dopo essermi prodigato per l’affermazione ed il radicamento del Pdl sul territorio, cercando di fungere da collante tra tutte le sue componenti, partecipando, ove invitato, a tutte le manifestazioni, facendo spazio, anche all’interno del Consiglio Comunale, ai colleghi di partito, nonostante qualcuno avesse interpretato il mio ruolo come vacuo ed anonimo, dopo tutto questo mi si chiede, alla fine, di passare all’opposizione e condividere un disastro, pena l’esclusione.

Ebbene dico di no. Dico di no ad un’arrogante pretesa degna del peggior ricatto. Dico no alla solita politica miope e sterile. Dico basta alla presunzione, all’arroganza, all’intolleranza. Anzi invito l’avvocato Spanò e la sua schiera ad assumersi le proprie responsabilità, a fare profonda autocritica ed a riflettere che è stata scritta la parola fine al loro modo di concepire il partito-famiglia.

E’ giunta l’ora, finalmente, di affermare i veri valori su cui si sono costituiti prima Forza Italia, poi Alleanza Nazionale ed, infine, il Popolo della Libertà, quali la libertà, la democrazia e la tolleranza, promuovere le quali, e soprattutto praticarle, costituisce l’unica fonte di legittimazione per definirsi veramente militante del Pdl, senza tema di smentita.

Per quanto detto, alla luce anche della costituzione del gruppo dell’Udeur e dell’Udc in seno al consiglio comunale di Sant’Arpino, rifiutandomi sdegnosamente di aderire alla linea politica dell’opposizione, decisa univocamente da Spanò, che tradisce il mandato elettorale, mi assumerò l’onere e l’onore di rappresentare, in maniera per il momento autonoma (in attesa dell’evolversi della situazione), quell’area del centrodestra, pur presente all’interno della maggioranza, che si richiama ai valori ed agli ideali del Pdl, della quale credo di essere stato tra i primi a richiedere la tessera di adesione.

Rivendico, comunque, rispetto al più ampio contesto della maggioranza consigliare, una posizione di indipendenza e di autonomia decisionale che verrà esercitata nel pieno delle mie prerogative di consigliere comunale. Sono sicuro che questa mia decisione, assunta col rammarico di non aver potuto evitare lo sfacelo della mia parte politica, ma con la fiducia nelle mie capacità, sostenuta dalla fede nel confronto e nel dialogo, possa essere compresa ed apprezzata innanzitutto dai concittadini, poi dagli amici ed, infine, anche dagli avversari.

Auspico di trovare una larga condivisione in seno al Consiglio Comunale che possa essere prodromica alla costituzione, finalmente, di un gruppo coeso e compatto, che possa fungere da punto di riferimento per tutti quei cittadini che si riconoscono nei valori e nei principi del Popolo delle Libertà e che possa divenire davvero in ambito locale quella forza politica di rappresentanza a cui molti guardano ma che per il momento trovano difficoltà ad incontrare”.

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