Maddaloni - Valle di Maddaloni

Petrone: “Addesso espressione più stantia dei governi di sinistra”

Claudio PetroneMADDALONI. “Carmine Addesso rappresenta l’espressione più stantia dei governi della sinistra di Maddaloni”.

Lo afferma Claudio Petrone, candidato del Pdl alle comunali del 18 e 19 aprile, che ribatte alle dichiarazioni del candidato sindaco del centrosinistra. “Capisco che deve trovare nuove argomentazioni per attirare il consenso, – continua Petrone – ma non può dimenticare il passato di cui ne è l’immagine. Lui, che appartiene ad una sinistra che ha fatto man bassa di poltrone ed ha lottizzato fino all’ultimo anfratto del potere, vuole darsi una nuova veste, una nuova verginità. Piuttosto Addesso perché non parla dei suoi conflitti di interessi. Un architetto può mai diventare Sindaco di una città che deve urgentemente riscrivere il nuovo piano regolatore generale? La discontinuità di cui parla deve riguardare anche personaggi e sistemi che hanno dato vita ad accese discussioni e polemiche quando si è trattato di affrontare le questioni edilizie? Addesso dimentica i problemi della città, della gente ridotta alla fame, dei giovani, delle questioni ambientali, del lavoro, delle finanze comunali sull’orlo del dissesto. Si pronunci su questo invece di tirare in ballo le cariche istituzionali”.

“Questa – continua Petrone – deve essere la campagna elettorale dei contenuti e non del fumo negli occhi. Non serve nascondersi dietro i paraventi di un finto nuovo. Addesso e la sinistra hanno fatto precipitare Maddaloni in un degrado senza precedenti. Ci vorranno anni di duro lavoro per restituire dignità ai maddalonesi. Rispetto al disastro che abbiamo davanti, parlare di riduzione degli assessorati e dell’assegnazione della Presidenza del Consiglio equivale a prendere in giro una città, che ha solo bisogno di rimboccarsi le maniche. Di chiacchiere ne sono state fatte abbastanza. Di vero in Addesso c’è solo che è stato candidato per evitare l’estinzione del Pd a Maddaloni, a seguito della rottura tra gli ex diessini e la parte che è sopravvissuta della Margherita”.

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