Italia

Vulcano, la nube coprirà l’Italia. Fazio: “Nessun rischio”

 ROMA. Ma la nube di cenere del vulcano islandese coprirà anche l’Italia? E’ la domanda che tutti si pongo in questi giorni.

La risposta sarebbe “si” anche se con conseguenze poco rilevanti. Le simulazioni condotte dal Centro fenomeni estremi (Cetemps) dell’Università de L’Aquila, in coordinamento con il Met Office britannico e il centro meteorologico tedesco Wetter, e fornite alla Protezione civile italiana, mostrano come le particelle silicee si stiano distribuendo sull’intera Europa ricoprendo entro mercoledì tutta l’Italia, Sicilia compresa.

“Fino a questo momento — precisa al Corriere della Sera il professor Guido Visconti, direttore del centro — sono state riversate nell’atmosfera duecentomila tonnellate di materiale da parte del vulcano islandese e la loro maggior parte si concentra a un’altezza, a seconda della geografia, fra tre e otto chilometri. Oggi sono arrivate sulla Penisola dopo aver attraversato nella notte le Alpi e l’attraversamento dovrebbe aiutare ad abbattere una parte delle ceneri. Il resto si disseminerà in modo diluito sulle varie regioni contribuendo ad intensificare le precipitazioni; cioè potranno aumentare le piogge e la caduta di neve perché le particelle funzionano da nuclei di condensazione. Conseguenze negative sul clima per ora non possono verificarsi perché la nube non è penetrata nella stratosfera innescando meccanismi chimico-fisici negativi. In particolare, l’anidride solforosa presente nella nube non è in quantità tali da generare effetti climatici su vasta scala”.

FAZIO: “NESSUN RISCHIO PER ITALIA”. “Non ci sono rischi per la popolazione” derivanti dalla nube di cenere vulcanica dispersa in aria, nemmeno “se polveri dovessero arrivare al suolo”: l’ha ribadito stasera, ai microfoni del Tg1, il ministro della Salute Ferruccio Fazio.

TRAFFICO AEREO. Sono numerosi in Italia i voli cancellati, che hanno provocato bivacchi negli aeroporti e l’assalto alle stazioni ferroviarie. La gran parte delle persone sono stranieri, che cercano di raggiungere in treno destinazioni europee. In Europa ventimila nella sola giornata di domenica i voli rimasti a terra. Secondo le previsioni di Eurocontrol infatti voleranno circa 4mila aerei rispetto ai 24mila giornalieri. A Malpensa e a Fiumicino notte sulle brandine per centinaia di passeggeri. Viaggiatori che non si erano informati prima di arrivare in aeroporto, o semplicemente in paziente attesa del transito della nube di cenere dall’Islanda, chiedono notizie alle biglietterie delle compagnie aeree e ai banchi informativi dei terminal. Qualche malumore per alcune centinaia di turisti, arrivati domenica mattina perché i tour operator non li avevano avvisati della cancellazione delle loro vacanze al mare: ripartiranno comunque nei prossimi giorni. Non va meglio a Roma: i voli cancellati a Fiumicino sono già 360. Tuttavia lo scalo romano, unico hub del centro sud Europa aperto ai voli, sta reggendo alla difficile situazione e alle ripercussioni legate alla chiusura degli scali del Nord, centro e sud Europa, oltre che del nord Italia. Lo scalo romano sta infatti accogliendo, sin da sabato, anche voli che erano diretti in scali poi interdetti e quindi anche un surplus di passeggeri. Biglietterie e punti di informazione presi d’assalto alla Stazione Termini. Le file, sia per le biglietterie automatiche che per quelle con personale, hanno raccontato alcuni viaggiatori, possono durare anche due ore. Voli cancellati nell’aeroporto Karol Wojtyla di Bari. La compagnia Meridiana nel frattempo ha allestito quattro voli per portare riportare in Italia circa 900 turisti rimasti bloccati a Sharm El Sheik. La nube che sta paralizzando l’Europa ha isolato la Sardegna, con decine di voli cancellati in arrivo e in partenza nei tre aeroporti sardi. Disagi soprattutto per i tanti isolani che dovevano fare rientro a casa, ma anche per i numerosi turisti che, soprattutto grazie ai voli low cost, prendono d’assalto la Sardegna nei fine settimana. Domenica mattina la situazione negli aeroporti di Cagliari-Elmas, Alghero-Fertilia e Olbia appare più tranquilla. Le compagnie hanno invitato i passeggeri dei voli cancellati a non recarsi in aeroporto, mentre i numerosi turisti, impossibilitati a ripartire, hanno trascorso la notte negli alberghi, allungando di fatto le proprie vacanze.

EUROPA. In Europa è ormai emergenza e le notizie che arrivano dall’Islanda non sono confortanti. Le eruzioni rischiano infatti di protrarsi a lungo nel tempo se dopo il vulcano Eyjafjallajokull entrerà in azione – come è già avvenuto in passato – anche il Monte Katla. Ad affermarlo in una intervista alla radio militare è stata la first lady islandese Dorit Moussaeiff, che è di origine israeliana. “Secondo gli esperti è possibile che dopo l’eruzione del primo entri in azione il secondo” ha spiegato. “Se entrasse in attività il Monte Katla, potrebbe anche essere una questione della durata di due anni”. I due vulcani, secondo gli scienziati, sono collegati da canali di eruzione. Il blocco del trasporto aereo in gran parte del Vecchio Continente è arrivato al quarto giorno consecutivo e alcune compagnie (Klm, Lufthansa, Air France) hanno deciso di effettuare voli di prova senza passeggeri per verificare se le condizioni atmosferiche possono consentire la ripresa dei collegamenti. Anche in Italia l’Enac avrebbe autorizzato un volo di prova. Nella mattinata tutti o quasi i Paesi dell’Europa centro-settentrionale hanno comunque annunciato il prolungamento della chiusura del loro spazio aereo fino alle 20 di domenica sera se non direttamente fino a lunedì. Anche la Francia, a causa del movimento della nube di cenere vulcanica proveniente dal’Islanda, ha deciso di chiudere tutti gli aeroporti del Paese. E pure la Spagna ha cominciato ad essere coinvolta dall’emergenza: le autorità nazionali hanno deciso di sospendere l’attività in undici scali, tra i quali Barcellona. Resta invece operativo, per il momento, l’aeroporto di Madrid. In Gran Bretagna la British Airways ha annunciato che cancellerà tutti voli anche per la giornata di lunedì.

POLEMICA DELLE COMPAGNIE AEREE. Un’emergenza che viene investita anche da polemiche: dopo Air Berlin, infatti, anche Lufthansa ha criticato aspramente la decisione di chiudere gli spazi aerei dopo che al termine di dieci voli di prova nel cuore della nube di cenere non hanno riscontrato alcun problema. Il portavoce della compagnia di bandiera, Klaus Walter, ha denunciato alla Bild che “il blocco dei voli è stato deciso solo in base alla simulazione dei computer e questo sta causando miliardi di euro di perdite alle compagnie”. Sui 10 aerei che hanno volato ieri da Francoforte a Monaco nessuno “ha registrato problemi, neanche il più lieve graffio sul vetro della cabina di pilotaggio, sulla fusoliera o sui motori”.


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