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Triplice omicidio di Mantova. I vicini: “Una strage annunciata”

Omar BiancheraMANTOVA.“Non mi sono drogato, sono pulito, possono farmi qualsiasi tipo di analisi. Sono solo stressato”.

Queste le parole di Omar Bianchera,l’autotrasportatore mantovano che domenica mattina ha ucciso tre personeper poi fuggire e costituirsi in serata.Carabinieri e polizia lo hanno braccato tutta la giornata, riuscendo ad individuare il luogo dove si era rifugiato. A tradirlouna telefonata con un’amica olandese in ha pronunciato la parola “Anfo”, rivelando la località nella quale si era nascosto. Poi ha chiamato alla madre, dicendole: “Ho fatto un macello”. L’operatore dei carabinieri in ascolto delle telefonate del 42enne, nonostante si trattasse di conversazioni in inglese, è riuscito a riconoscere il termine “Anfo” e a dare subito l’allarme. Così, quando il killer è sceso dall’auto per costituirsi nel paese in provincia di Brescia,era già seguitoda un carabiniere libero dal servizio che era stato avvisato dai colleghi e che è intervenuto successivamente con le pattuglie della Compagnia di Salò. Sull’auto di Bianchera i militari hanno trovato le armi (due pistole e un fucile) e un centinaio di munizioni. In caserma a Salò, dove è statocondotto,è parso abbastanza tranquillo. Lì è stato sottoposto all’accertamento dello stub per verificare la presenza di residui di polvere da sparo. Omar Bianchera è stato poi trasferito nel carceredi Brescia.

La sua ex moglie Daniela Gardoni, prima vittima della follia omicida, nonlo aveva mai denunciato per stalking. Lo ha confermato il procuratore di Mantova, Antonino Condorelli, secondo il quale l’uomo non aveva nemmeno precedenti penali.L’altra vittima è stata Maria Bianchera (nonostante il cognome omonimo non aveva nessuna parentela con il killer), una sua vicina di casa a Volta Mantovana, località Piccard, dove l’uomo viveva tuttora e dove qualche anno fa gestiva con il padre un piccolo salone di automobili. Dopo la morte dell’anziano, gli affari erano andati male e Bianchera era diventato autotrasportatore.Da quel momento aveva affittati a Luigi Platter, il padre della terza vittima, Walter, i locali dell’autosalone che li aveva trasformati in una birreria, chiusa qualche anno fa. Pare proprio che questa locazione fosse all’origine dell’odio che Bianchera nutriva nei confronti della famiglia Platter.

Bianchera viene descritto come un tipo solitario e taciturno,ma senza particolari problemi. Da molti anni aveva un regolare porto d’armi per una pistola. Negli ultimi tempi si era incupito dopo il divorzio dalla moglie. I rapporti fra i due erano molto tesi. Sembra che qualche giorno fa lei avesse vinto una causa giudiziaria, forse relativa ad un prestito fatto all’ex marito e mai restituito. Lui, probabilmente, avrebbedovuto saldare il debito, alcune decine di migliaia di euro, e pare che non disponesse della somma.

Molti testimoni in paese lo descrivono come un tipo introverso, senza amici e che spesso aveva discussioni. “Ho sentito gli spari mentre ero in casa con mia moglie, sono sceso e ho visto tutto e mi sono detto: Non è possibile. Me lo diceva sempre, voglio ucciderla, ma non pensavo che l’avrebbe fatto davvero”, racconta un vicino della ex moglie. “Ogni tanto andava a sparare nel prato qui dietro” ha aggiunto un altro che andava in palestra con lui. “Girava con la pistola in tasca, prima o poi l’avrebbe usata” ha detto ancora un vicino di casa. “Lo sapevamo che l’avrebbe fatto – ha detto ancora il primo -questa èuna strage annunciata e di Stato, perché non lasci il porto d’armi a uno così”. Un pensionatoha poisottolineatoche Omar mostrava la 44 Magnum a tutto e che in paese lo chiamavano “Rambo”. Mentre il cugino di Daniela, Tiziano Gardoni, ha riferito: “Era preoccupata, e non da ieri. Se lo trovava sempre sotto casa, certe volte le entrava nel giardinetto e si appostava dietro alla porta. La spaventava, le urlava cose orrende. Mi risulta che lei sia anche andata dai carabinieri, non so se abbia sporto denuncia per molestie o, come si dice, stalking”.

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