Italia

Semafori T-red, chiusa inchiesta: 38 indagati e 36 comuni coinvolti

 MILANO. La Guardia di Finanza di Milano ha notificato avvisi di chiusura di indagini a carico di 38 persone, tra cui comandanti di polizia municipale, sindaci e funzionari comunali, …

… accusate di aver dato vita ad un “cartello” con le aziende fornitrici di T-Red, i dispositivi elettronici di rilevamento delle infrazioni degli automobilisti. Cartello che avrebbe “pilotato” le gare pubbliche indette da 36 comuni.

I municipi interessati si trovano nelle province di Milano, Como, Varese, Lodi, Mantova, Torino, Novara, Verona, Rovigo, Bologna, Modena, Ferrara, Livorno, Pisa, Firenze, Pistoia, Viterbo, Caserta, Benevento.

Le ipotesi di reato per i diversi indagati sono a vario titolo associazione per delinquere, turbata libertà degli incanti e subappalto irregolare.

Nell’ambito delle indagini dirette dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo (che nel settembre del 2008 hanno portato in carcere quattro imprenditori), sono state eseguite una settantina di perquisizioni presso società, abitazioni ed uffici di amministrazioni comunali e sono stati sequestrati 68 T-Red e autovelox e somme di denaro per due milioni di euro, dovute dalle amministrazioni alle aziende affiliate al cartello.

Dalle indagini, spiega una nota della Guardia di Finanza, sono emersi anche elementi che fanno ipotizzare l’esistenza di episodi corruttivi per l’acquisizione e la gestione dei contratti di fornitura con enti pubblici: oltre a regali di pregio nei confronti dei pubblici ufficiali che si occupavano delle procedure amministrative per l’assegnazione delle forniture, sono state infatti accertate vere e proprie elargizioni di denaro.

Fonti investigative rivelano che, per quanto riguarda in particolare la gara per l’installazione dei dispositivi indetta dal comune di Segrate (Milano), che riceveva una percentuale in relazione alle infrazioni rilevate, è stato accertato che le aziende coinvolte avrebbero “truccato” la durata del giallo dei semafori, senza modificare l’impostazione relativa allo scarto di tempo tra lo scattare del rosso e la rilevazione dell’infrazione.

I semafori sui quali erano installati i T-Red funzionavano 24 ore su 24 in assenza del necessario requisito delle “particolari condizioni di circolazione” richieste dalla normativa.

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