Italia

Renzo Bossi: “Ai Mondiali non tifo Italia”. Poi arriva la smentita

Renzo e Umberto BossiMILANO. I Mondiali di calcio appartengono a quella categoria di eventi che riescono ad unire le persone.

Accomunate dal tifo per la nazionale italiana moltissime persone si riuniscono per assistere alle partite. Tutto ciò appartiene alle persone comuni non certo a Renzo Bossi, figlio del leader della Lega Umberto, il quale ha annunciato, durante un’intervista al settimanale “Vanity Fair”, che ai prossimi Mondiali di calcio non tiferà per la nazionale italiana: “No, non tifo Italia. E poi bisogna intendersi su che cosa significa essere italiano. Il tricolore per me identifica un sentimento di cinquant’anni fa. Conosco il Nord Italia, poi non sono mai sceso più a sud di Roma”.

LA SMENTITA. ”Non ho mai detto che non tiferò per l’Italia”, così Renzo Bossi ai microfoni dell’Alfonso Signorini Show su Radio Monte Carlo, mercoledì mattina ha smentito alcune sue frasi comparse sulla stampa. Bossi jr ha specificato: “Dico semplicemente che il calcio nonè mai stata la mia priorità. Tiferò sicuramente Italia, ma non sarò attaccato alla televisione”. E sul patriottismo, definito come un sentimento di 50 anni fa, ha precisato: ”Ho solo detto che oggi la nostra ideaè quella di cambiare il Paese modificandolo in senso federale seguendo il progetto della Lega. I giornalisti, si sa, esasperano spesso il senso di certe dichiarazioni”.

GIGI RIVA. Alle dichiarazioni di Bossi jr aveva replicato Gigi Riva, ex calciatore azzurro eteam manager della Nazionale italiana: “Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia. E’ un’affermazione stupida e grave – diceva Riva – se inizia così in politica non va molto lontano. Forse ha voluto farsi conoscere dicendo qualcosa di clamoroso, di esaltante. Ma l’Italia viene prima di lui e resterà anche dopo di lui. La Nazionale è sempre adoperata fuori luogo. La maglia azzurra è l’unica cosa che ancora unisce. La politica ha toccato il fondo. Nel 2006 la vittoria mondiale e il calcio hanno salvato il Paese – conclude Riva – hanno dato un’immagine positiva in tutto il mondo, cosa che la politica non ha dato”.

BOSSI JR E LA SCUOLA. Renzo, 22enne primogenito del Senatùr con Manuela Marrone, alle ultime elezioni regionali ha preso 13mila preferenze nella provincia di Brescia, diventando il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia. Il rampollo di casa Bossi senza mezzi termini ammette la sua indole leghista, tanto cara al padre, ammettendo in parte il suo poco brillante percorso di studi: “Mi hanno bocciato due volte. La prima avevo 15 anni, ed era il periodo della malattia di mio padre – ha spiegato – Ero confuso, stordito. La seconda è stata alla maturità nel 2008. Il mio esame era viziato: la prova di matematica era diversa da quella degli altri. Infatti, ho fatto ricorso al Tar e l’ho vinto. La scuola mi ha consentito di ridare l’esame orale da privatista, ma era ovvio a quel punto che volevano bocciarmi: sono andato demotivato. Ora sono iscritto all’università, a Economia, – ha concluso – non in Italia, perché non voglio trovarmi i giornalisti in aula quando faccio gli esami”.

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