Italia

Inchiesta G8, “assegni in nero” a Scajola. Il Pdl: “Gogna mediatica”

Claudio ScajolaROMA. Bufera politica sul ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, il cui nome figura nell’inchiesta di Perugia sul G8 alla Maddalena, anche se non risulta indagato.

Il 6 luglio del 2004, per acquistare la sua abitazione al civico 2 di via del Fagutale, è stata decisiva – come ha riferito Repubblica – una provvista in nero di 900 mila euro messa a disposizione dal costruttore Diego Anemone attraverso il suo architetto e progettista Angelo Zampolini. Accusato di riciclaggio,- scrive il quotidiano – Zampolini ammette con i pm di Perugia quel che non può negare, perché provato documentalmente. Nel luglio del 2004 l’architetto versa 900 mila euro in contanti sul proprio conto nella filiale 582 della “Deutsche bank” di Roma. Quindi li trasforma in 80 assegni circolari intestati a Barbara e Beatrice Papa, proprietarie dell’appartamento di via del Fagutale che Claudio Scajola, allora ministro dell’Attuazione per il Programma, ha deciso di acquistare. Il 6 luglio, giorno del rogito, gli 80 circolari di Zampolini vengono incassati dalle due sorelle Papa insieme ai 600 mila euro del “prezzo in chiaro” pagato dal ministro. Zampolini spiega di aver saputo che fosse Scajola l’acquirente della casa.

Scajola si è difeso sostenendoche per comprare la casa che oggi abita a Roma si limitò ad accendere un mutuo di circa 600 mila euro e ad impegnare pochi contanti tratti dal suo conto corrente.

“Nella vita capitano cose incomprensibili ma questaè sconvolgente”.Questo il commento del ministro, che sottolinea: “Colpisce con violenza – dice Scajola – il mio privato. Per rispetto alla magistratura non posso dir nulla sul merito di quantoè sui giornali. Resta l’amarezza perché sono coinvolti i miei figli. Comunque non mi lascio intimidire”.

Silvio Berlusconi, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari del Pdl, ha invitato il ministro Scajola ad andare avanti. “Non ti preoccupare, finirà tutto in una bolla di sapone. Le accuse sono inconsistenti”, avrebbe detto il premier.

Dall’opposizione impazzano le accuse. Antonio Di Pietro ha subito chiesto le dimissioni del ministro: “Riteniamo che il ministro Scajola debba rassegnare immediatamente le dimissioni affincheé da una parte possa difendersi nelle sedi competenti e dall’altra possa evitare di mettere in imbarazzo le istituzioni che rappresenta”.Mentre il Pd ha sollecitato chiarimenti invitando Scajola a riferire direttamente in Parlamento sulla vicenda. Dal Pdl, invece, è salito un coro di solidarietà in difesa del ministro che oggiè stato anche a colloquio con il premier Berlusconi a palazzo Grazioli. Gaetano Quagliariello accusa la sinistra di perseverare nell”‘uso politico della giustizia”. Il ministro dei trasporti Altero Matteoli definisce la situazione un “intramontabile giustizialismo”, per cui “ad un ministro, neppure indagato, si chiedono le dimissioni. “Sono certo – ha detto Matteoli unendo la sua voce a quella degli altri colleghi – che Scajola avrà modo chiarire i fatti”. “Siamo di fronte all’ennesimo episodio di inciviltà, attraverso l’uso della gogna mediatica estesa anche alla famiglia dell’amico Scajola”, dice Sandro Bondi.

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