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Lippi: “Amauri? Sarà visionato come tutti gli altri”

Marcello LippiSolo per il fatto che sia diventato italiano non significa che Amauri debba essere per forza convocato in nazionale.

Lo afferma Marcello Lippi dal convegno del Coni sugli sport di squadra. “Amauri – dice il ct azzurro – sarà visionato come tutti gli altri, mi prendo questo mese che ancora ho per valutare bene e prendere delle decisioni che sono fatte solo ed esclusivamente per il bene della Nazionale”. E aggiunge: “Mi ha sempre detto che voleva giocare in Italia e si sentiva italiano, io gli ho sempre risposto che, quando fosse diventato italiano, sarebbe stato visionato come tutti gli altri. La sua scelta l’ha fatta subito. Inoltre se un calciatore va male nella propria squadra, non è detto che non meriti di essere chiamato. Il singolo può andare male perché la squadra non gira. In Nazionale, in un’altra realtà, le cose possono cambiare”.

Lippi dice di non volere”galli nel pollaio”. “Prima di gestire il gruppo, – afferma il tecnico – bisogna costruirlo. È ovvio che un allenatore di club abbia più difficoltà, me lo dicono quando li incontro. Il c.t. della Nazionale può scegliere i giocatori che vuole, ma in realtà vede i calciatori ogni 30-40 giorni. Nelle società, si può stare a contatto con la squadra tante ore al giorno. In ogni gruppo, ognuno deve mettere le proprie qualità a disposizione degli altri. Il gallo del pollaio è, invece, l’atleta di talento che però si mette a disposizione della squadra per 4-5 volte ogni anno. Si arrabbia se viene sostituito, si arrabbia con l’arbitro, si arrabbia con i compagni per battere una punizione. Il grande talento si esprime in pieno solo nel collettivo: più è forte la squadra, più è riconoscibile il valore del campione. A me non servono giocatori che fanno 4-5 partite alla grande. Non me ne frega niente. Mi serve chi sappia assicurare un rendimento costante: la continuità è fondamentale”.

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