Caserta

“Uomo e Galantuomo” al Teatro Don Bosco

teatro don Bosco CASERTA. Tutto pronto al teatro Don Bosco in via Roma a Caserta per una due giorni all’insegna del divertimento nel solco della tradizione napoletana.

Sabato primo maggio, a partire dalle 20,30, e domenica pomeriggio, a partire dalle 18,30, la compagnia il Carrozzone porterà in scena la commedia di Eduardo De Filippo “Uomo e galantuomo”. I tre atti saranno diretti dal regista Ludovico Di Mauro e dall’aiuto Annamaria Taraschi.

La commedia si sviluppa intorno ad un equivoco tra don Alberto De Stefano, giovane e ricco signore, interpretato da Giulio Mazzitelli, e don Gennaro De Sia, capocomico della sgangherata compagnia “L’eclettica”, interpretato da Francesco Di Mauro. I due protagonisti sono legati da una stessa sorte: hanno messo incinta la donna che amano. Ma il primo è ricco e il secondo è povero. Don Gennaro e la sua compagnia teatrale “L’eclettica”, sono ospiti a spese del ricco e giovane don Alberto, nella località balneare di Bagnoli. Le prove di “Malanova” di Libero Bovio, che la compagnia interpreta, sono un gioco di teatro nel teatro molto divertente, pieno di gag. Quando arriva Salvatore, fratello di Viola, la prima attrice incinta del capo comico (don Gennaro), la commedia affronta uno dei temi principali: l’onore da salvare. Così Salvatore è legato alla sorte di don Alberto (il ricco, galantuomo) che a sua volta vuol salvare l’onore della “sua” Bice, amante incinta. Ed entra subito in gioco un equivoco: il fratello protettore incappa in don Alberto e per rabbia e impazienza dice subito il motivo della sua venuta. Don Alberto pensa subito alla sua di condizione e, mosso dal suo senso di colpa, immagina di essere di fronte al fratello della “sua” donna incinta, Bice. Un equivoco che una volta sciolto, spinge comunque don Alberto ad andare a chiedere la mano di Bice, in casa della donna. Ma la sorpresa arriva subito: la donna era già sposata. Qui si affronta l’altro tema importante della commedia: il tradimento e la follia.

La commedia desta continuo stupore e lo spettatore si trova incessantemente di fronte a situazioni paradossali, critiche e incredibilmente comiche. Don Alberto quando incappa nel marito della sua adorata Bice, si finge pazzo. Non riesce ad affrontarlo e non trova via d’uscita se non nella follia. Il marito non capisce ma sospetta il tradimento e infine, con un tranello, ottiene le prove. A quel punto vorrebbe (o meglio, dovrebbe) sfidare a duello don Alberto, ma salvare l’onore può essere doloroso e preferisce sfuggire a questo impegno. Il tradimento poi, è anche di chi inizialmente appare un galantuomo: il marito di Bice ha un’amante anche lui. La donna porta le prove (delle lettere) alla polizia, per giustificare il proprio di tradimento verso il marito. Gli imbarazzi si moltiplicano a catena, e la follia diventa un ritornello per tutti gli attori, una scappatoia contagiosa.

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