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Bilancio, il Pd vota contro: “Assenza di fantasia e progetti”

PdCASAGIOVE. Il consigliere comunale del Pd, Giuseppe Di Mezza, è intervenuto nel corso della seduta consiliare del 20 aprile sul bilancio di previsione 2010.

Il bilancio di previsione dell’anno 2010, risente nella sua impostazione delle sciagurate politiche nazionali inaugurate dal governo di centrodestra nei confronti delle autonomie locali, ma anche di un’assenza pressocchè totale di fantasia e di progetti.

La finanziaria 2010, supera per durezza e tagli quelle precedenti e contro i suoi pesanti contenuti la Regione Campania ha presentato ricorso il 5 marzo 2010 alla Corte Costituzionale in merito ad una serie di norme per violazione della potestà legislativa regionale in materia di organizzazione, autonomia finanziaria e amministrativa regionale, per la riduzione del contributo ordinario spettante agli enti locali con riferimento all’obbligo per i comuni di sopprimere i consorzi di funzioni. Mentre si parla di federalismo e di rispetto delle autonomie si impone un pesante tributo al centralismo e alle pretese della Lega Nord il cui comportamento sta mettendo in discussione gli stessi principi di sussidiarietà sui quali si fonda l’unità del Paese.

La demagogia Berlusconiana ha portato all’eliminazione dell’Ici sulla prima casa, ma la restituzione integrale del gettito ha richiesto una vera battaglia da parte degli Enti Locali e quando finalmente il gettito è stato ripristinato, si è proceduto a tagliare altre voci delle rimesse statali. Con una mano si toglie e con l’altra si dà ma il saldo per gli Enti Locali rimane negativo e i servizi destinati alla popolazione si stanno restringendo giorno dopo giorno, proprio nel pieno della crisi. Crisi che inciderà anche sulle previsioni del gettito dell’addizionale Irpef, balzello odioso e pesante ricadente su chi non evade e, dunque, continua a favorire i disonesti e i furbi.

Della stessa furbizia sono le dichiarazioni del Sindaco riportate sulla stampa di ieri, che presentano come un successo dell’Amministrazione il mantenimento delle aliquote. Ma se sulla seconda casa abbiamo l’Ici al massimo, se l’addizionale Irpef è tra le più alte d’Italia, se la tassa sui rifiuti cresce in maniera esponenziale… dov’è che si trova le ragioni per vantarsi? Di questo bilancio c’è poco da vantarsi. Pesa sulla città, comprime ulteriormente i servizi e non contiene nessun elemento a sostegno di opportunità di sviluppo. L’addizionale Irpef drena un milione di euro dalle tasche dei cittadini e la tassa rifiuti è ormai vicina ai cinque miliardi delle vecchie lire. I programmi assegnati per dirigenze sono di una desolante genericità e mostrano da soli l’assenza di idee dell’amministrazione comunale.

Riporto, qui, a caso una delle motivazioni politiche a base del progetto 1 programma 1: “Garantire una gestione amministrativa efficiente e rispondente ai bisogni della collettività”. Che significa questa general generica affermazione se non è collegata a percorsi particolareggiati e condivisi e a obiettivi precisi e misurabili?…..vuol dire un tirare a campare alla giornata, ma questo non era necessario andarlo a scavare dalle carte, tanto è evidente per un’amministrazione smorta, litigiosa, a pile scariche, dalle idee molto annebbiate. Nelle previsioni triennali non c’è, e scelgo due indicatori a caso, neanche un metro quadro in più di verde da destinare alla città, non c’è un solo punto luce in più previsto per migliorare l’illuminazione che è anche sicurezza.

Il bilancio presentato è solo connotato da dati, peraltro striminziti, ma manca di progetti per tutte le attività che attengono allo sviluppo, alla cultura, alla formazione, al sociale, ai giovani, manca cioè di un’anima. La relazione previsionale e programmatica è lo specchio di una amministrazione che non ha i fondamentali per gestire il presente e programmare il futuro della città. Per la macchina comunale non sono previste innovazioni rilevanti, né si evincono idee progettuali per il futuro, per il personale non c’è un piano permanente di formazione.

Non si legge da nessuna parte una capacità coordinata di migliorare la comunicazione con i cittadini, attivare servizi interattivi, costruire un reticolo assistenziale (anzi per l’assistenza sociale la previsione è al di sotto dell’assestato dell’anno 2009). Non c’è un coinvolgimento dei privati, né delle associazioni nei progetti di gestione di beni pubblici, a partire dalle aree di verde attrezzato, alle iniziative per l’estate, un tempo fiore all’occhiello della città, sono destinati meno di 9mila euro.

Lo sport non è meglio considerato, come non lo è la biblioteca comunale e le attività che intorno ad essa possono svilupparsi, ma non si punta neanche alla ricerca di modelli gestionali nuovi e più efficaci. Non sono progettate grandi opere pubbliche. Sono largamente sfumati i contraddittori progetti di recupero parziale del Quartiere Militare Borbonico, per il quale non esiste una funzione univoca e di fatto non è in grado di garantire alla città nuove e concrete opportunità. La città avverte i morsi della crisi, con una disoccupazione superiore al 15% e un aumento degli espulsi dalle attività produttive, ma mai il Consiglio Comunale è stato chiamato a prenderne atto e a definire le iniziative necessarie per fronteggiare le emergenze, le povertà crescenti, i connotati di emarginazioni difficili da affrontare.

E sul terreno della sicurezza non si è riusciti a mantenere il progetto cofinanziato dalla Regione. La legge regionale sulla casa non ha trovato concreta applicazione e lo strumento urbanistico, essenziale per definire direttrici di sviluppo, rimane nel porto delle nebbie delle promesse fatte, pesanti come cambiali in bianco e onorarle significherebbe lo scempio del territorio rimasto.

Ad un’amministrazione a fine corsa e decadente come questa è inutile continuare a porre critiche. E’ come sparare sulla croce rossa. Continui cambi di casacca, manovra al posto della politica, equilibri sempre in bilico e da ricostruire ogni giorno, inciviltà politica e faide paesane hanno determinato questa situazione. Il bilancio, occasione di una seria discussione e sede di reale confronto tra forze politiche e consiglieri comunali, è oggi una noiosa incombenza da archiviare al più presto, senza sollevare critiche, senza svelare pochezze, senza certificare mediocrità.

Questo bilancio, per tutte queste ragioni, come tutti gli altri presentati da questa amministrazione avrà il nostro voto contrario. Un voto contrario convinto, motivato, che indica con preoccupazione la perdita di funzioni guida da parte della maggioranza consiliare, che chiama la città alla piena consapevolezza della inadeguatezza della compagine che la governa, della necessità che ben altro entusiasmo e ben altra fantasia bisogna porre al servizio della collettività. Questa sommatoria di mastrini ragioneristici è un assemblaggio di cose senz’anima e, dunque, destinato ad una grigia ordinaria amministrazione.

Perciò a votarlo sia chi lo ha determinato e presentato al Consiglio, noi non ne condividiamo l’impostazione, la filosofia, le non scelte, perciò esprimiamo la nostra convinta contrarietà.

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