Aversa

Concerto in memoria di Don Peppe Diana

 AVERSA. Il mondo della scuola sapeva che il 19 marzo le lezioni erano sospese, ma forse gran parte di alunni e docenti ignorava che la Regione Campania ha concesso tale festività non certo per celebrare San Giuseppe o la festa del papà.

Il 19 marzo cadeva l’anniversario della morte di don Peppe Diana, il sacerdote assassinato a Casal di Principe nel 1994. L’evento che quest’anno l’associazione Libera e il Comitato don Peppe Diana hanno programmato per commemorare la scomparsa del giovane sacerdote ha voluto richiamare il documento simbolo – “Per amor del mio popolo non tacerò” – prodotto nel 1991 da don Diana nella sua lotta contro le illegalità e le prevaricazioni della camorra. Con la collaborazione delle associazioni Scaramouche Teatro, Bianca d’Aponte, Accademia Italiana “Domenico Cimarosa” e il patrocinio del Comune di Aversa, è stato infatti organizzato e realizzato uno spettacolo, intitolato “Per amor del mio popolo”, vario, divertente, coinvolgente e nello stesso tempo capace di trasmettere segnali di speranza e di riscatto per un territorio a lungo martoriato da violenza e sopraffazioni. Una momento di musica, arte e teatro, in memoria di don Diana e di tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata.

La manifestazione si è svolta in piazza Ruberti (via Obbligatoria) e ha visto la partecipazione di numerosi gruppi musicali che hanno offerto un repertorio vario e coinvolgente. Il tutto egregiamente diretto e presentato da Giovanni Granatina coadiuvato dal bravissimo attore Juri Monaco. “Sono state tre ore di spettacolo alternativo – afferma Giovanni Granatina, patron della manifestazione – con sound forse poco popolari ma di forte impatto soprattutto per i più giovani e con gruppi che attraverso la loro musica hanno saputo lanciare con forza messaggi di denuncia ma anche di speranza e di riscossa”. La piazza, dapprima poco frequentata, si è riscaldata e movimentata soprattutto con l’arrivo dei gruppi di scout e di studenti che quella sera partivano alla volta di Milano per partecipare alla XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie.

Casal di Principe – Don Peppe Diana a una festa di immigrati

“A scuola abbiamo attivato costruttivi percorsi di legalità – afferma il professor Salvatore Galluccio dell’Itc “Gallo” di Aversa – e il viaggio a Milano, con la preventiva commemorazione di don Diana, rappresenta la naturale conclusione del lavoro svolto”. La presenza di tanti giovani nella serata non è sfuggita all’unico rappresentante istituzionale presente, il consigliere comunale Michele Galluccio, da anni promotore della giornata della Legalità: “finalmente qualcosa si sta muovendo – dichiara il giovane consigliere comunale – questa serata rappresenta uno squarcio nel buio dell’apatia e dello scarso coinvolgimento dei giovani nelle loro stesse problematiche”.

Particolarmente intenso è stato il momento, successivo alla lettura integrale dello storico documento redatto da don Diana, in cui cittadini, rappresentanti di associazioni e della società civile hanno enunciato, accompagnati dalle chitarre del duo Aversano-Ascione, i nomi di centinaia di innocenti vittime delle mafie. Ma tutti i gruppi che hanno preso parte all’evento, dal reggae dei Palcoscenico alla dolcezza di Katres, dall’hip hop della Brigata Vesuviana al gruppo popolare di A Via e’ Perruni e alle chitarre classiche del duo Aversano-Ascione, per finire con i bravissimi Califfo Ground Music Sistem e con gli attesissimi Blunt Smokerz Gang, hanno saputo comunicare un messaggio di amore per il proprio popolo, così come vent’anni prima aveva avuto il coraggio di urlare, a costo della propria vita, don Peppino Diana.

Serate del genere riescono a convincerci, così come hanno recitato i bravissimi Antimo Buonanno e Francesco Merlino, che si può ancora essere orgogliosi di esser nati in questa terra. Gli organizzatori assicurano che l’anno prossimo l’esperienza sarà ripetuta magari col coinvolgimento di artisti anche di livello nazionale e con una più consapevole e numerosa partecipazione della cittadinanza.

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