Sant’Arpino

Rifiuti, Spanò: “Il Comune sbaglia nella gestione dell’emergenza”

Rodolfo SpanòSANT’ARPINO. Si riporta di seguito una dichiarazione del candidato del Popolo della Libertà nel collegio Orta di Atella-Sant’Arpino, avvocato Rodolfo Spanò, sulle ultime vicende riguardanti la raccolta rifiuti a Sant’Arpino.

“A diversi giorni dalla revoca al sottoscritto della delega assessoriale all’ambiente ci tengo a rimarcare alcuni aspetti riguardatile vicende che in queste ore stanno riguardando tale settore amministrativo. Da informazioni so per certo che stamattina sono stati consegnati presso l’Ecocentro ulteriori 700 bidoncini da distribuire ai nuclei familiari santarpinesi. Con questa ulteriore fornitura, fattaci dalla ditta arrivata seconda alla gara d’appalto ad un prezzo inferiore rispetto a quello dell’aggiudicazione, si completa il ciclo programmato dal sottoscritto. Ci tengo a precisare che sono venuto a conoscenza di questa notizia solo per mera casualità. Nei giorni scorsi, infatti, sono stato contattato telefonicamente da un dipendente della suddetta ditta che mi chiedeva come mai l’ente comunale non rispondesse ad un fax da loro inviato nei giorni precedenti. Dal canto mio mi sono limitato solamente a mettere in contatto i responsabili della ditta con l’ufficio comunale preposto. Sono, tuttavia, soddisfatto nel vedere che i frutti del lavoro svolto da assessore all’ambiente in quasi due anni siano maturi e che si possa proseguire lungo la strada di una seria raccolta differenziata. Certamente parlare in questi termini di tale problematiche oggi come oggi con il paese sommerso dai rifiuti può apparire incongruente. Ma una volta superato questo momento difficile sono certo che i risultati saranno sotto gli occhi di tutti. In ordine al difficile momento che stiamo vivendo per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, tuttavia, ci tengo a precisare alcuni aspetti. Per prima cosa va sottolineato come l’amministrazione comunale non sia esente da colpe. Infatti alla luce del comma I dell’art.1 dell’Opcm n.3804 del 28.08.2009 i sindaci possono diffidare i Consorzi a provvedere alla raccolta rifiuti. Se questi non adempiono nel giro di 48 ore gli stessi sindaci possono affidare il servizio ad altre società. Il tutto senza alcun aggravio per le casse comunali in quanto in questo caso i costi vanno addebitati proprio ai consorzi. Una procedura questa ben noto al sindaco e all’intera giunta, che più volte in passato ho seguito nel corso delle varie emergenze. Di solito dopo la diffida il Consorzio Unico provvede alla rimozione dei rifiuti per strada. Davvero non mi spiego come in questo caso non si sia ricorso a questa prassi ormai consolidata”.

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