Sant’Arpino

Pd: “Spanò punito perché candidato”

PdSANT’ARPINO. “Il sindaco Eugenio Di Santo, oramai senza dignità politica, questa volta sotto il simbolo dell’Udc (dopo essere passato per Popolari-Margherita/Democrazia Cristiana/Democratici Cristiani/Sdi/altre liste), …

… revoca l’incarico di assessore e la delega di vicesindaco all’avvocato Rodolfo Spanò, da sempre di Alleanza Nazionale (PdL), per ‘lesa maestà’”. Lo afferma in una nota il Partito Democratico di Sant’Arpino.

“Di Santo – continua il Pd – non ha gradito la candidatura di Spanò, che in tutti i modi aveva tentato di impedire, con la complicità, molta strana ed inspiegabile, degli stessi consiglieri del Pdl Fioratti, Lettera Raffaele e Plazza. Siamo ormai di fronte ad una maggioranza scoppiata. Sono saltati tutti gli impegni: quelli politici con la mancata candidatura di Ernesto Capasso, la stessa candidatura del sindaco in concorrenza con Brancaccio e la costituzione annunciata del gruppo consiliare dell’Udeur con il benservito al capogruppo di Alleanza Democratica, di fatto sfiduciato. Soprattutto, sono venuti a mancare tutti gli impegni assunti con gli elettori”.

“E’ una maggioranza – continua il Pd – unita solo nella corsa per il potere, priva di progetti seri negli interessi del popolo di Sant’Arpino. Ancora oggi, non si comprende come più di un galantuomo presente in tale maggioranza non abbia ancora preso le distanze da un capo dell’amministrazione che ha gettato la maschera, mostrando il volto dell’arroganza, della prepotenza, dell’arrivismo e dell’incapacità. E a ciò si deve aggiungere la grande abilità nel dire menzogne come nel caso dell’invocato alibi, per la revoca a Spanò del cosiddetto ‘Codice Etico’ (‘Gli assessori sono espressione dei partiti politici (o assimilati) ed il Sindaco non può continuare a tenerli in carica contro il parere dei rappresentanti ufficiali delle compagini che li hanno indicati’). Dimenticando il sindaco che in altra occasione, vicenda Di Serio-Bortone-Garofalo, non tenne in alcun conto il ‘Codice Etico’ nonostante la richiesta ufficiale da parte del segretario dell’Udc, Bortone, di ritirare le deleghe alle Politiche della Solidarietà e alla Gestione del Patrimonio Immobiliare, a suo tempo assegnate dal sindaco al consigliere Di Serio.Ma, si sa, il ‘codice etico’ è solo una carta straccia, perché se lo avessero voluto applicare si sarebbero dovuto già dimettere da tempo per onestà politica e coerenza”.

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