Sant’Arpino

Dibattito fra candidati, Catena propone le regole

 SANT’ARPINO. In molti hanno risposto all’invito di Giorgio Catena, candidato di “Speranza Provinciale” alla provincia di Caserta, ad un dibattito fra i candidati del collegio Orta-Sant’Arpino.

Finora sono giunti gli “ok” di Massimo Barone di Sel, Angelo Brancaccio dell’Udeur, Elpidio Del Prete del Pd, Rodolfo Spanò del Pdl. “Mi ha fatto davvero piacere – afferma Catena – che diversi candidati abbiano condiviso e fatto proprio il mio desiderio di offrire alla cittadinanza un’occasione di confronto e di partecipazione diretta alla campagna elettorale”. A questo punto, Catena formula una proposta operativa chiara e condivisibile da coloro i quali hanno già aderito e da chi sta valutando di farlo. Cercherò quindi di sintetizzare la proposta.

CHI: “I candidati che mi risulta abbiano finora aderito sono (in rigoroso ordine alfabetico) Massimo Barone di Sel, Angelo Brancaccio dell’Udeur, Elpidio Del Prete del Pd, Rodolfo Spanò del Pdl. Invito ancora una volta gli altri candidati a contattarmi all’indirizzo mail giorgio.catena.speranza@gmail.com per dare la propria adesione. Riguardo la proposta di Brancaccio di coinvolgere anche i candidati alle regionali, la ritengo non accettabile perché essendo provincia e regione enti con competenze profondamente differenti si rischierebbe di non esporre in modo chiaro i programmi e di sovrapporre tematiche per loro natura diverse. Credo sia più opportuno riproporre per la regione un dibattito simile in separata sede, ma non essendo io candidato alla carica di consigliere regionale mi limiterei in quel caso ad essere solo un interessato partecipante esterno”.

DOVE: “Prevedendo un’ampia partecipazione della cittadinanza, propongo di utilizzare l’aula consiliare del comune di Sant’Arpino. Contestualmente propongo ai candidati di valutare l’opportunità di ripetere il confronto anche ad Orta di Atella”.

QUANDO: “Considerando la possibilità di ulteriori adesioni e calendario alla mano, la mia proposta di data è domenica 21 marzo prossimo. Chiedo ai candidati che hanno aderito o che aderiranno un riscontro in base ai propri impegni, magari indicando anche una preferenza di orario”.

COME: “Questo è ovviamente il punto più importante. Qualcuno mi ha giustamente fatto notare che sulla carta i candidati nel nostro collegio sono 23 (su un totale di 25 liste, se non erro), che per una questione di correttezza dovrebbero partecipare tutti e che se così fosse il confronto diventerebbe ingestibile e improduttivo. Condivido queste preoccupazioni, ma al tempo stesso faccio notare che a fronte di 25 liste abbiamo in realtà solo 7 candidati presidenti, il che vuol dire 7 coalizioni e altrettanti programmi elettorali. Fatta questa considerazione, ritengo che pur cercando di garantire la massima pluralità di opinioni, non sarebbe poi così assurdo se attorno ad un tavolo ci trovassimo ‘solo’ una decina di candidati, in rappresentanza delle liste più autorevoli di ciascuna coalizione. Ad ogni modo, mi si conceda però di pensare che non sarà il numero di candidati partecipanti al dibattito a determinarne il migliore e più civile svolgimento, bensì la capacità di confrontarsi apertamente quanto rispettosamente che questi sapranno dimostrare”. Catena ritiene opportuno condividere un “protocollo”, ovvero una sorta di regolamento che ci aiuti a rendere il dibattito animato ma non animoso.

“La mia proposta al riguardo – spiega Catena – è la seguente: 1) ogni candidato avrà 5-10 minuti (a seconda del numero di partecipanti) per presentarsi e presentare il programma della propria lista; 2) il/la moderatore/trice proporrà delle domande di sua scelta a cui ogni candidato risponderà a turno avendo cura di restare in tempi prefissati (ad esempio 2-3 minuti); 3) i cittadini proporranno delle domande a cui ogni candidato risponderà a turno nei tempi prefissati. 4) dopo il ‘question time’, giro inverso rispetto alla presentazione iniziale ogni candidato avrà la possibilità di fare un intervento conclusivo. Il/la moderatore/trice avrà il compito di controllare i tempi e garantire a tutti i candidati e alla cittadinanza il corretto svolgimento del confronto. Come già detto, sarà cura e responsabilità dei candidati assicurare che il confronto si svolga nel rispetto reciproco e dei tempi, evitando di interrompere gli interlocutori, di parlarsi addosso e di produrre spiacevoli situazioni di confusione che non farebbero altro che alimentare le già frequenti (e in taluni casi fondate) critiche alla classe politica, i cui comportamenti spesso determinano l’allontanamento della cittadinanza dalla vita democratica e il senso diffuso di sfiducia nelle istituzioni. Per questo motivo faccio fin d’ora appello alla serietà e alla maturità di ciascuno di noi affinché questo appuntamento sia come nelle intenzioni un alto momento di democrazia e non una mera e deprimente rissa elettorale”.

Infine, per Catena “è evidente che il/la moderatore/trice dovrà essere una persona tanto preparata quanto equidistante da tutti i candidati. Ci tengo a precisare che questa mia è una proposta che può, anzi deve, essere valutata ed eventualmente integrata da ogni candidato che confermerà la sua adesione al fine di arrivare al dibattito con un regolamento ed una struttura dell’incontro chiara e condivisa”.

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