Sant’Arpino

Calcio, nella gara S.Arpino-Cellole scendono in campo i…carabinieri

 SANT’ARPINO. C’era una volta l’assalto alla diligenza, adesso, invece, va di moda l’assalto alle squadre ospiti.

Questa è la triste realtà del calcio dilettante. Dopo i fatti di Giugliano di nemmeno quindici giorni fa, ancora violenza, ancora intimidazioni, ancora una volta vittima della brutalità dei giocatori di casa, l’Asd Città di Sant’Arpino Calcio. Il calcio giocato nel big match tra Cellole capolista e la formazione giallorossa del Sant’Arpino, si chiude al gol di Martino per i padroni di casa che pareggia quello nel primo tempo di Francesco Ciotola per gli ospiti, da quel momento in poi, la partita assume i connotati di un regolamento di conti. Vassallo, estremo difensore del Cellole, si accascia a terra per un malore (la società del Sant’Arpino augura una pronta guarigione al portiere), i giocatori di casa piuttosto che preoccuparsi per le condizioni del proprio compagno, ingaggiano un duello con gli avversari a colpi di calci e pugni. La partita è chiusa dal direttore di gara poiché non vi sono le condizioni ambientali per il proseguimento della sfida, solo l’intervento delle forze dell’ordine, due carabinieri, i quali, intercedono con l’arbitro affinché la gara possa giungere al novantesimo evitando il peggio, con il pubblico sugli spalti che incominciava a scaldarsi. Ne fanno le spese due dirigenti del Sant’Arpino selvaggiamente aggrediti sugli spalti e nello spazio antistante al campo sportivo.

Il commento del tecnico giallorosso Francesco Capone: “La mia squadra ha dimostrato il suo reale valore per tutto il primo tempo. Fino al decimo del secondo tempo c’è stata una sola squadra in campo. Abbiamo letteralmente annullato l’avversario se avessimo rimpinguato il vantaggio non ci sarebbe stato nulla da eccepire. Purtroppo, al decimo del secondo tempo, dopo che ero stato costretto ad eseguire tutti e tre cambi a mia sostituzione, il Cellole, ha razionalizzato la netta inferiorità tecnico/tattica ed ha scatenato una mega rissa costringendo l’arbitro al triplice fischio anticipato. Tutto quello che è successo dopo, non appartiene al calcio e quindi non mi abbasso nemmeno a commentarlo, posso solo dichiarare, che è vergognoso e da bestie assumere certi atteggiamenti per una partita di calcio indipendentemente dall’importanza della posta in palio”.

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