Italia

Inchiesta appalti truccati, in carcere Francesco Piscicelli

 FIRENZE. La notte del terribile sisma in Abruzzo rideva parlando al telefono con il cognato, a quasi un anno dalla tragedia l’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli è finito in carcere.

Manette anche per l’avvocato romano Guido Cerruti, dello studio legale che curava gli affari della scuola dei Marescialli e dei Nuovi Uffizi grazie ai suoi rapporti con il Ministero. Il gip di Firenze ha notificato una nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici Angelo Balducci e a Fabio De Santis, ex funzionario della Ferratella, mentre ha respinto la richiesta di misura cautelare in carcere per l’imprenditore Riccardo Fusi, ex presidente della Btp.

Nelle 342 pagine dell’ordinanza, firmate dal gip di Firenze Rosario Lupo, si legge che l’accusa per tutti è corruzione e che “i pubblici ufficiali Balducci e De Santis si impegnavano ad affidare a impresa riferibile a Riccardo Fusi al suo vice Roberto Bartolomei e all’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, appalti nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia e del G8 alla Maddalena, e a far ottenere alla Btp l’appalto per la scuola marescialli dei”. Un sistema complesso di raggiri attraverso cui venivano falsate le gare per le grandi

opere pubbliche che finivano sempre nelle mani delle stesse imprese.

“In cambio – si legge ancora nell’ordinanza – come retribuzione, Balducci e De Santis accettavano, previa intermediazione di De Vito Piscicelli che li metteva in contatto con Fusi e Bartolomei, la promessa di quest’ultimi della corresponsione di una somma di denaro. Balducci e De Santis, ricevevano l’utilità economica costituita dal conferimento, da parte della Btp, di un incarico di consulenza legale all’avvocato romano Guido Cerruti, che concordava con Fusi la corresponsione di una somma di denaro pari al 2% sull’importo incassato qualora fosse stato riconosciuto un risarcimento economico in favore della Btp ovvero di una somma di denaro pari allo 0,8% dell’importo dell’appalto se i lavori fossero stati riaffidati all’impresa. Cerruti accettava l’incarico conferitogli da Fusi su indicazione di Balducci e De Santis -. conclude – i quali, anziché tutelare gli interessi della pubblica amministrazione nella controversia tra Btp e ministero delle Infrastrutture per la scuola concordavano con Fusi e lo stesso Cerruti, le strategie da adottare con la controparte, a tal fine adoperandosi per assumere ruoli di pubblica amministrazione attiva, che consentivano a Balducci e De Santis, con l’aiuto di Cerruti, di assumere iniziative volte a far ottenere alla Btp l’affidamento dell’appalto”.

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