Italia

Cambio di conduttori al Tg1: è polemica

Augusto Minzolini ROMA. Le polemicheintorno al Tg1 non si placano. Il direttore Augusto Minzolini ha rimosso dall’incarico di conduttore di tre volti noti del piccolo schermo: Tiziana Ferrario (tg delle 20), Paolo Di Giannantonio (13,30) e Piero Damosso (mattino).

Al loro posto al Tg delle 20 ci sarà Francesco Giorgino, a quello delle 13,30 Laura Chimenti e in quelli del mattino Francesca Grimaldi.

Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, consiglieri di minoranza Rai sottolineano che la situazione “non è più tollerabile” e richiede un intervento del presidente della Rai Garimberti a garanzia di chi lavora nella tv pubblica. “Ormai è evidente che al Tg1 è in corso una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore. – dichiarano i due consiglieri – La settimana scorsa era toccato al caporedattore Massimo de Strobel, oggi Minzolini ha annunciato al comitato di redazione che sono stati sollevati dal loro incarico di conduttore Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, tutti professionisti che hanno contribuito a scrivere la storia di quella che un tempo è stata la più importante testata televisiva. Avevamo chiesto al direttore generale di fermare il disegno di annientamento dei valori, delle culture e delle autonomia professionali portato avanti con determinazione stalinista dal direttore del Tg1 e pertanto lo riteniamo corresponsabile di queste decisioni. Al presidente – concludono i due consiglieri – chiediamo un intervento a garanzia e in difesa di tutti coloro che in questa azienda hanno lavorato e lavorano con professionalità, serietà ed apprezzamento generale. Quanto sta avvenendo al Tg1 è il segno di un’arroganza che calpesta regole aziendali e dignità personali e per questo non è più tollerabile: non è in gioco soltanto la credibilità di quella testata ma dell’intero servizio pubblico”.

“La notizia di una rimozione dagli incarichi di conduzione del Tg1, di colleghi come Di Giannantonio, Damosso e Ferrario, rischia di configurarsi come rappresaglia piuttosto che come un normale esercizio dei poteri del direttore che il contratto tutela” afferma invece Franco Siddi, segretario Fnsi, il sindacato dei giornalisti. “È inevitabile – afferma Siddi – che ciò accada in un luogo attraversato da invasioni di campo politiche e permanenti. E non sarebbe peraltro la prima volta. Ma colpisce che siano presi di mira, nell’opera di ‘revisione’ del direttore Minzolini colleghi preparati, impegnati senza sbavature sul lavoro e sui compiti assegnati e nello stesso tempo, come moderazione fermi sui principi di riferimento morale e professionale che sono la cifra della propria autonomia di giudizio. Cambi così massicci nella proposizione del principale telegiornale del servizio pubblico e che riguardano tre colleghi autorevoli che, guarda caso, appena poche settimane fa non firmarono un documento di sostegno al direttore suscitano più di un dubbio. Confidiamo in una rettifica di tutte le voci insistenti che viaggiano in questa direzione. Se invece cosi non fosse, il sindacato non starà di certo a guardare”.

Immediata la replica di Minzolini, che sottolinea: “Nessuna epurazione ma solo un ricambio generazionale”. “Sono stati assunti- aggiunge -diciotto precari e per dare un segnale di cambiamento al Tg1 bisogna mostrare volti nuovi. Sono decisioni prese da tempo e i documenti, né quelli a favore, né quelli contro, non c’entrano assolutamente niente. Sono liturgie che non mi appartengono”.

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