Cesa

Piano casa, Pd: “Guarino e Frippa a favore degli interessi di pochi”

PdCESA. A più di una settimana dalla seduta del consiglio comunale nella quel è stato votata l’applicazione del piano casa, non si placa la polemica tra maggioranza ed opposizione.

La legge regionale 19/2009 aveva diviso sia la maggioranza dall’opposizione sia il gruppo di minoranza al suo interno. Il voto, infatti, non fu unanime ma in particolare il capogruppo Pino Sarpo e il consigliere Giovan Battista Romeo votarono a favore della proposta presentata dalla maggioranza, l’altro consigliere Domenico Migliaccio si astenne, mentre Stella Guarino e Mirella Frippa si dichiararono contrarie.

Proprio sul voto di Guarino e Frippa s’incentra il manifesto pubblicato dalla locale sezione del Pd in cui si legge: “Il Consiglio comunale chiamato a deliberare sul ‘Piano Casa’ ha fatto emergere due posizioni politiche completamente opposte. Da un lato il Pd che, dopo un’attenta esame della legge regionale e un attento confronto con tecnici qualificati, ha articolato una proposta approvata dal Consiglio comunale, tesa a salvaguardare il territorio e gli interessi collettivi. Una parte dell’opposizione, Stella Guarino e Mirella Frippa, – sottolinea il Pd – votando contro la nostra proposta, aldilà delle dichiarazioni di facciata, ha espresso una posizione finalizzata a tutelare interessi personali o di pochi. La proposta formulata da una parte della minoranza, oltre a non tener conto dello spirito della legge, se applicata avrebbe portato ad un vero e proprio sconvolgimento dell’assetto urbanistico e delle previsioni del vigente Prg.

Il provvedimento – si legge – adottato consente gli aumenti di volumetria del 20% e, nel caso di demolizione, del 35% su tutto il territorio comunale, secondo quelle che sono le intenzioni della Legge nazionale per rilanciare l’economia di settore, nel rispetto dei parametri fissati dalla legge regionale 19/2009. Il Pd e la maggioranza si sono detti contrari agli interventi, compresi cambi di destinazione urbanistica, nelle zone omogenee classificate “D” dal Piano Regolatore Generale. Ciò nel rispetto degli impegni assunti con gli elettori con il programma della nostra coalizione, per non stravolgere l’assetto urbanistico con un aumento di volumetrie residenziali in zone che hanno un destinazione diversa da quella abitativa.

Applicare in maniere totale le norme del piano casa, come richiesto da alcuni consigliere comunali di minoranza, significa compromettere lo sviluppo armonico ed organico del territorio, a favore di pochi e a danno di tanti. Il Pd e la maggioranza – conclude il manifesto del Partito Democratico – hanno rigettato tale proposta per tutelare gli interesse di tutti i cittadini e non solo quello di alcuni. Questa è la differenza sostanziale tra il Pd che guarda all’interesse generale ed una parte della minoranza che si muove per scopi personali o elettorali”.

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