Cesa

Camorra, confiscati beni per 12 milioni di euro a Mazzara

 CESA. Gli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Napoli hanno eseguito la confisca di beni, per un valore di 12 milioni di euro, ad Amedeo Mazzara, 62 anni, di Cesa, …

… considerato luogotenente del defunto boss Bardellino e successivamente esattore per la fazione “Quadrano-Caterino-De Falco” del clan dei Casalesi. I beni erano stati sequestrati il 22 novembre 2007, ed oggi arriva la confisca. Mazzara era già noto alle forze dell’ordine dai primi anni settanta per svariati reati perpetrati contro la persona ed il patrimonio: nel 1972 fu arrestato per tentato omicidio, porto abusivo di arma da fuoco ed altro; in seguito fu più volte sottoposto alla misure di prevenzione di cui alla normativa antimafia. Nell’agosto del 1980 venne attinto alle gambe da numerosi colpi d’arma da fuoco esplosi da sconosciuti ad Aversa. Nel 1981 arrestato nell’ambito delle indagini relative al sequestro di persona in pregiudizio dell’amministratore delegato della “Latte Matese”.

Tra il 1983 ed il 1984 colpito da un ordine di cattura emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 45 pregiudicati appartenenti alle rivali organizzazioni “Nuova Famiglia” e “Nuova Camorra Organizzata” tra cui Carmine Schiavone, Nicola Caterino e Luigi Marino, e denunciato quale componente di un’associazione per delinquere di stampo camorristico operante nel casertano facente capo a Mario Iovine e Antonio Bardellino. Nell’occasione si rese irreperibile. Rinviato a giudizio per associazione per delinquere di stampo mafioso, Mazzara, in primo grado, nel 1986, fu condannato alla pena di sette anni di reclusione. Già latitante perché colpito da tre diversi ordini di cattura per i reati di associazione per delinquere di stampo camorristico e associazione per delinquere, era stato arrestato il 26 settembre 1985 mentre si trovava in compagnia di un altro latitante, Cesario Fiorillo. A seguito di denuncia dei carabinieri, nel 1993, Mazzara veniva arrestato perché ritenuto responsabile della violazione di “Trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori”.

Nella stessa circostanza veniva sequestrata una autovettura blindata trovata in suo possesso. In quella circostanza i carabinieri denunciarono insieme a lui anche Francesco Bidognetti, Antonio Abbate, Mario Di Paolo, Antonio Iovine, Dario De Simone, Alfredo Zara, Raffaele Ligato e Domenico Feliciello. Resosi nuovamente latitante era stato arrestato nel 2004 in esecuzione di un’ordinanza di carcerazione emessa a suo carico dal Tribunale di Napoli per l’omicidio di Nicola Milone in concorso con il fratello Giovanni, Giuseppe Della Medaglia, Raffaele Oliva e con Giuseppe Puca e Antimo Petito. Attualmente è in libertà, scarcerato in data 8 novembre 2004.

Con il provvedimento odierno sono stati confiscati beni per 12 milioni complessivi di euro, tra cui: 1 unità immobiliare sita a Cesa in via Trieste 6; 1 terreno sito a Cesa in via Cavour 24 e un fabbricato lì edificato composto da quattro appartamenti su tre livelli; 1 terreno e l’edificio lì realizzato (villa bunker); 1 terreno sito nel comune di Cesa, località “Turiello”; 1 terreno a Sant’Arpino, località “Cancelletto”; 1 autovettura berlina blindata.

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