Caserta

Sanità, Dell’Aquila: “Ai limiti dell’allarme sociale”

Antonio Dell’AquilaCASERTA. “Sanità, siamo ai limiti di un vero e proprio allarme socio-sanitario”. Così Antonio Dell’Aquila, candidato della Federazione della Sinistra alla presidenza della Provincia di Caserta, e Roberto Di Martino, candidato alle provinciali nel collegio Caserta III, …

…intervengono sul sistema sanitario la cui riorganizzazione, insieme alla razionalizzazione delle risorse, “ha significato e determinato solo ed esclusivamente il taglio dell’assistenza ed una preoccupante diminuzione dei Lea (livelli essenziali di assistenza). A subirne maggiormente le nefaste conseguenze – spiegano Dell’Aquila e Di Martino – sono stati i settori più deboli e bistrattati della società: a partire dai diversamente abili (sia fisici sia psichici, e tra questi ultimi i cittadini con disturbi psichiatrici, assieme a tutte le loro famiglie). In provincia di Caserta, l’accoppiata emergenza ambientale – piani di rientro sta diventando esiziale per la salute di tutti a causa del depauperamento dei livelli minimi di assistenza, della chiusura di interi presidi ospedalieri, dello smantellamento dei servizi territoriali, assieme alle nulle misure adottate nei confronti dell’emergenza ambientale. Soprattutto nella nostra provincia, soprattutto nel territorio della ex Asl Caserta 1. Un esempio paradigmatico è rappresentato dal settore della Psichiatria. Una totale e trentennale disattenzione della 180, la chiusura del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Piedimonte Matese, il sottodimensionamento dei posti letto dell’Spdc di Caserta, la mancata sostituzione del personale pensionato, la riduzione del funzionamento delle Unità Operative da h24 ad h12, la chiusura di ben 5 Comunità terapeutiche (un centinaio di posti di riabilitazione residenziale persi), il dimezzamento futuro della Comunità terapeutica di Caserta, il ritardo nei pagamenti alle Cooperative sociali (centinaia di lavoratori e lavoratrici senza stipendio da quasi un anno!), la riduzione del budget alla Psichiatria (e dov’è il 5% dovuto per legge?) stanno determinando un crollo di tutto il sistema con gravissime sofferenze dei cittadini, delle famiglie, degli operatori. Tutto ciò è inaccettabile”.

Per tutti questi motivi la Federazione della Sinistra propone che si riparta innanzitutto dall’affermazione di un principio: la salute dei cittadini non può e non deve essere regolata da calcoli ragionieristici e deve basarsi su universalità e uguaglianza. “E’ necessario – proseguono Dell’Aquila e Di Martino -: il cambio dei parametri di attribuzione delle risorse finanziarie dello Stato alle Regioni (somma unitaria per ogni singolo cittadino e perequazioni erogate dallo Stato per le Regioni meno popolate, in modo da garantire i Lea); l’abolizione del controllo politico-affaristico-clientelare nella designazione dei dirigenti, nell’assegnazione degli appalti, nelle assunzioni del personale e quindi l’adozione di criteri di competenza, professionalità e di meritocrazia”.

Secondo i candidati della Federazione della Sinistra il Sistema sanitario deve essere interamente pubblico: non ci può essere profitto privato sulla salute delle persone. Così come devono essere pubbliche tutte le strutture (edilizia sanitaria). Si rende quindi necessario: realizzare una seria, competente, efficiente ed efficace programmazione concertata e condivisa da tutte le parti sociali; colmare le gravissime carenze di personale attraverso concorsi pubblici; strutturare organismi di controllo di tutto il sistema, con coinvolgimento di figure competenti non politiche, associazioni, sindacati, cittadini. “Pensiamo – concludono – che per iniziare un percorso virtuoso della sanità regionale questo possa bastare”.

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