Aversa

Rifiuti, si ribellanno i comuni “virtuosi”

 AVERSA. “Noi lavoratori non siamo né camorristi né nullafacenti, vogliamo solo che vengano rispettati i nostri sacrosanti diritti”, queste le dure parole di Giulio Testore, segretario provinciale della Fiadel.

La questione rifiuti è al centro dell’attenzione dei 19 sindaci dell’agro aversano, soffocato da tonnellate di immondizia che troneggia sulla pubblica piazza. La soluzione? Sembrerebbe semplice, ascoltando la richiesta dei sindacati: il pagamento delle spettanze mensili e dei contributi previdenziali, somma che attualmente supera i 4 milioni di euro. Si ribellano i comuni “virtuosi” al grido “chi è in regola deve essere rispettato”, ma i lavoratori non ci stanno, ed in virtù di una giusta solidarietà dicono chiaramente che “quando si lotta lo si fa tutti insieme, continueremo a mantenere i blocchi stradali e bruceremo le schede elettorali. C’è, però,un serio problema di gestione delle discariche soprattutto in considerazione del personale impiegato. Il consorzio Unico delle provincie di Caserta e Napoli ha detto che ci sono oltre 700 esuberi, questa cosa devono spiegarcela perché guarda caso gli esuberi si riferiscono ad operai di Caserta”.

Ma Testore affonda il coltello chiedendo ai comuni di non distrarre i fondi della Tarsu e la Tia in altre attività, e di pagare immediatamente i debiti accumulati presso il consorzio. Mentre, quindi, la proposta dei sindaci di togliere la spazzatura dai comuni pagatori non ha avuto riscontro positivo, diventa pubblica la lista dei “cattivi” tra cui figurano i comuni di San Marcellino, San Cipriano, Casal di Principe, Casapesenna, Villa di Briano.

Intanto, la situazione igienico-sanitaria peggiora, e sembra che nelle prossime ore ritornerà l’Esercito per riportare la normalità nelle città della provincia.

“Abbiamo diffidato il consorzio unico ad horas – ha dichiarato il primo cittadino di Aversa Domenico Ciaramella – e ci siamo rivolti alla procura della repubblica per cessazione di pubblico servizio, ma i problemi si risolvono solo se ci si siede intorno ad un tavolo e si discute dei problemi”. Ma c’è anche chi è fuori dal coro come il sindaco di Cesa, Vincenzo de Angelis, il quale precisa “che ognuno si assuma le proprie responsabilità, i comuni morosi devono pagare ciò che spetta ai lavoratori, basta scaricare le responsabilità”. Per ora le scuole non verranno chiuse, ma il timore è che presto i cumuli verranno dati alle fiamme da persone senza scrupoli, questa cosa aggraverà ancora di più la situazione igienico sanitaria in città.

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