Sant’Arpino

Provinciali, al via la campagna elettorale di Di Santo

Eugenio Di SantoSANT’ARPINO. Prenderà il via domenica mattina, alle ore 10.30, la campagna elettorale del sindaco Eugenio Di Santo, che correrà per le elezioni provinciali del prossimo marzo per l’Udc nel collegio Orta di Atella-Sant’Arpino.

Il primo cittadino santarpinese inaugurerà la sede del proprio comitato elettorale in Via De Gasperi nel comune dal lui guidato. A fare l’in bocca al lupo a Di Santo ci sarà anche il candidato alla Presidenza della Provincia, Domenico Zinzi, che interverrà portando il proprio saluto ad elettori e simpatizzanti, ed illustrando i punti cardini del programma di governo del centro destra di Terra di Lavoro. I lavori, che vedranno la presenza di delegazioni dell’Udc di Orta di Atella, Succivo, Gricignano, Cesa e di altri comuni viciniori, saranno introdotti da Angelo Lettera. Interverranno fra gli altri il segretario sezionale dell’Udc, Cesario Bortone, gli assessori comunali Salvatore Brasiello, Giuseppe Lettera e Nicola Chianese, i consiglieri comunali Ernesto Capasso e Domenico D’Antonio.

Le conclusioni saranno affidate proprio a Zinzi e Di Santo. In particolar modo, il sindaco di Sant’Arpino illustrerà le ragioni alla base della propria candidatura che “nasce nel solco del percorso iniziato da circa un prima come consigliere comunale, poi proseguito come assessore e oggi da primo cittadino. Un impegno in cui cerco sempre di essere un politico del fare, un rappresentante istituzionale che mette al centro l’agire quotidiano rispetto alle mille promesse. Durante queste settimane cercherò di ascoltare le numerose esigenze dei cittadini assorbendo le loro istanze e cercando di trasformale in azioni concrete in grado di incidere sulla vivibilità quotidiana dei cittadini. Anche in quest’occasione invito i santarpinesi e gli ortesi ad essere al mio fianco per scrivere tutt’insieme un programma di governo in grado di dare delle risposte durature nel tempo e per trovare delle soluzioni alle svariate problematiche che affliggono Terra di Lavoro, in generale, e l’area atellana, in particolare, mettendo da parte stupidi ed anacronistici campanilismi”.

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