Italia

Petrolio nel Lambro, la marea nera raggiunge il Po

 MILANO.Una marea di olio combustibile ha invaso all’alba di martedì il fiume Lambro ed ora è arrivata al Po.

Scatta quindi l’allarme a livello nazionale per i dieci milioni di litri di gasolio fuoriusciti dai depositi della ex raffineria “Lombarda Petroli” di Villasanta, vicino Monza. Sull’atto doloso i dubbi degli inquirenti sono minimi. Nei prossimigiorni, parte del materiale inquinante interesserà l’asta del Po nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Ferrara.

“È un gravissimo attentato all’ambiente ed alla salute pubblica il caso di sversamento doloso di idrocarburi nel fiume Lambro. Confidiamo che le indagini in corso conducano rapidamente all’individuazione dei responsabili contro i quali il ministero dell’Ambiente si costituirà parte civile”, afferma in una nota il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

L’incessante lavoro dei vigili del fuoco non è stato sufficiente per fermare la sostanza inquinante, che ha passato anche la barriera di galleggianti posta nel territorio di Sant’Angelo Lodigiano: gli sbarramenti non hanno raggiunto il fondo del fiume, perché la forza dell’acqua li ha sollevati. Al lavoro una task force formata dai Pontieri, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e l’Arpa. È già attivo un tavolo di coordinamento tra i diversi enti interessati alla salute del Po. Sono in corso analisi chimico-fisiche da parte di Arpa e la realizzazione di tre sbarramenti in provincia di Piacenza per il contenimento e il parziale recupero del materiale inquinante.

Nel pomeriggio di mercoledì il governatore lombardo Roberto Formigoni ha annunciato che la Regione Lombardia ha chiesto lo stato di emergenza per l’inquinamento del Lambro. “Abbiamo chiesto lo stato di emergenza, ma chiedere lo stato di emergenza significa chiedere soldi e quest’anno di emergenze in Italia ne sono capitate tante”. Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, sta valutando se fare altrettanto. “Siamo in presenza di un grave atto criminale, di odio contro il nostro territorio e la nostra gente. Chiedo indagini forti e rapide e che al più presto si individuino i responsabili. Ci deve essere una ribellione contro questi atti criminali, vanno individuati i responsabili e assicurati alla giustizia, e la giustizia contro costoro deve essere particolarmente rigorosa”, ha detto Formigoni, per il quale”di fronte a questo atto criminale le istituzioni e la Regione in primis hanno reagito facendo tutto quello che si doveva fare. I nostri tecnici sono impegnati fin dal primo momento. Siamo davanti ad un atto di boicottaggio e di odio, frutto di una mentalità che va stigmatizzata”.

Il Wwf, annunciando che si costituirà parte civile nel processo, riferisce che è stata colpita anche l’Oasi di Montorfano, “uno degli unici esempi di riqualificazione su 130chilometri del Lambro”. Le prime specie a essere direttamente colpite dal disastro ambientale sono state quelle acquatiche: pesci, anatre selvatiche, le colonie di aironi che proprio in questi giorni hanno iniziato a nidificare sulle sponde del Po. Sono decine gli animali ripescati senza vita. In allerta il centro di recupero animali selvatici Wwf di Vanzago, dove già ieri sono stati portati i primi germani reali interamente coperti di gasolio: verranno curati dai veterinari del centro. Purtroppo, spiegano gli esperti, i danni di questo sversamento si ripercuoteranno su tutta la catena alimentare, con conseguenze che dureranno nel tempo, e si registrano già gravissime conseguenze sul settore agricolo che gravita intorno al sistema fluviale. “Per rimediare a questo disastro ambientale, non basterà bonificare le macchie nere, si dovrà anche ricreare un habitat naturale capace di sostenersi – spiega Stefano Leoni, presidente del Wwf Italia -. Il Lambro è da più parti dato per morto, ma il rilancio dei 130 km del fiume non solo è possibile ma è soprattutto necessario per il benessere di tutto l’ecosistema del Po e delle attività che da esso dipendono”.

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