Italia

Libia, crisi dei visti: in atto i negoziati

Franco FrattiniROMA. Nel suo incontro con il ministro degli Esteri libico, Mousa Kousa e quello maltese, Tonio Borg, in merito alla crisi dei visti, Franco Frattini ha fatto sapere la necessità di una collaborazione costante e continua tra i tre paesi, procedendo anche all’eliminazione della “lista nera” dei nomi inseriti nel sistema informativo di Schengen.

Nel corso dell’incontro l’Italia ha cercato di trovare una soluzione al contenzioso messo in atto qualche giorno fa: ha infatti esortato la Libia ad adoperarsi per il superamento del blocco dei visti di Schegen per tutte le parti del Trattato tenendo anche conto degli sforzi che sono stati proferiti in merito. A questo proposito il ministro italiano degli Esteri ha invitato la Svizzera a togliere le 118 personalità dalla lista nera Schangen, sottolineando che tale trattato serve non certo per risolvere le controversie bilaterali. “Schengen deve essere utilizzato per prevenire l’ingresso di criminali e terroristi e non per risolvere le questioni bilaterali”, ha spiegato Frattini in conferenza stampa, “chiederemo alla Svizzera di proseguire con i negoziati perché si arrivi a un accordo che porti alla cancellazione della lista nera e alla possibilità, per i due cittadini svizzeri di tornare in patria. Facciamo appello alla Libia affinché mostri la necessaria flessibilità nei confronti dei Paesi dell’area Schengen che non c’entrano con la disputa bilaterale ma ne hanno pagato il prezzo”, ha poi aggiunto.

Nel corso della conferenza non ha poi mancato di sottolineare l’esigenza da parte del Governo di Tripoli dell’apertura di un’inchiesta che chiarisca come le foto del figlio di Gheddafi, Hannibal, arrestato e in manette, siano finite alla stampa. La questione però il prossimo lunedì sarà vagliata dall’Unione Europea, in quanto sia la presidenza di turno spagnola sia la rappresentante di politica estera, Catherine Ashton, condividono la necessità di argomentarne in ambito politico. Necessita un passo congiunto tra i paesi in ballo: “Ho parlato con la collega svizzera Micheline Calmy-Rey che è pronta a chiudere l’accordo definitivo purché venga data l’autorizzazione ai cittadini svizzeri a rientrare in patria” , ha spiegato Frattini.

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