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Italiano rapito in Mali: si attende liberazione tramite scambio prigionieri

Sergio CicalaBAMAKO. Le autorità del Mali hanno processato e liberato quattro detenuti islamisti alla vigilia dalla scadenza dell’ultimatum fissato dall’organizzazione di Al Qaeda nel Maghreb Islamico (Aqmi) per l’esecuzione del francese Pierre Camatte, rapito in novembre a Menaka, nel nord del Mali.

Per l’italiano Sergio Cicala, sequestrato a dicembre in Mauritania assieme alla moglie del Burkina Faso Philomène Kabour, l’ultimatum scade invece il primo marzo. Lo hanno detto fonti a Bamako all’agenzia di stampa panafricana Apa. I quattro islamisti, membri dell’Aqmi, sono stati ascoltati nel corso di un processo durato due ore presso un tribunale di primo grado nella capitale maliana, che li ha condannati per possesso illegale di armi a nove mesi di carcere, pena leggermente superiore alla durata effettiva della loro detenzione. Al termine del processo sono stati condotti verso una destinazione ignota e poi liberati nel corso della giornata, come hanno svelato fonti vicine al dossier.

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