Italia

Berlusconi: “Mi vogliono far fuori fisicamente”

Silvio BerlusconiROMA. Sono comportamenti “birbantelli” da parte di qualche singolo. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ridimensiona l’allarme su una nuova Tangentopoli in Italia.

In un’intervista rilasciata nel suo studio, a Roma, il premier puntualizza: “Non c’è nessun ritorno di Tangentopoli, tutti i partiti hanno il finanziamento pubblico, sono fatti personali che rientrano nelle statistiche che dimostrano come su 100 persone possono esserci 1, 2, 3, 4 o 5 individui che possono essere dei birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale”. Per Berlusconi ciò vale”per le imprese, per i sindacati, per la magistratura e per i movimenti politici”.

Il Cavaliere ha poi parlato della campagna elettorale per le amministrative, annunciando che per lui sarà difficile andare in piazza, visto che la polizia gli continua a ripetere che è sempre più pericoloso. “Già nel 1994 – ha detto Berlusconi – hanno cercato di farmi fuori con le indagini giudizarie, con gli avvisi di garanzia. Poi hanno cercato di rovinare le aziende della mia famiglia, ma anche in questo non ci sono riusciti. Ed allora cercano di farmi fuori fisicamente… Non è cambiato nulla”.

Altro tema quello delle intercettazioni riportate in questi giorni dai giornali. Berlusconi, viene ancora riferito, se ne sarebbe lamentato con i senatori. “È una indecenza”, ha detto, spiegando che certe frasi, estrapolate dal contesto e scritte senza che si capisca il tono con cui sono state pronunciate “danno un’idea completamente diversa” dall’intenzione originale. Per questo il premier avrebbe ribadito la sua intenzione di dare un’accelerata al ddl sulle intercettazioni arenatosiin Senato, pur senza fissare una tempistica. Quanto al testo in discussione a palazzo Madama, ha commentato: “Non mi convince del tutto perchè lo vorrei ancora più severo, però l’attuale testo è meglio della situazione attuale che è di barbarie pura”.

Il leader del Pdl è tornato a parlare anche della possibile candidatura di Gianni Letta a presidente della Repubblica, una volta che sarà terminato il settennato di Giorgio Napolitano. “La presidenza della Repubblica è un posto per chi ha dato tanto, è un posto per Letta”.

E tornando sul tema delle elezioni regionali, secondo alcune voci, Berlusconi avrebbe punzecchiato l’Udc e la sua politica “dei due forni”: “Fosse stato per me – avrebbe dichiarato – ne avremmo fatto a meno dappertutto, ma abbiamo lasciato che le scelte venissero fatte a livello locale”.

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