Italia

Berlusconi dà il via al ddl anti-corruzione

Silvio Berlusconi ROMA. “Non è in vista nessun cambio ai vertici del Pdl”. E, quanto al disegno di legge sulla corruzione, “io l’ho proposto, io ho ritenuto che si potesse migliorare il testo.

E tra i ministri c’è piena concordia per migliorarlo”. Parole di Silvio Berlusconi che s’è anche detto “non preoccupato” per l’inchiesta sugli appalti che ha condotto il capo della Protezione civile Guido Bertolaso al centro della bufera giudiziaria sugli appalti.

Il premier ha smentito le voci su cambi al vertice del Pdl dopo che è stato indagato Denis Verdini, e, lasciando Palazzo Grazioli, è tornato sul disegno di legge sulla corruzione. A proposito dello slittamento del testo, ha assicurato che “siamo stati tutti insieme concordi di farlo più articolato: la prossima settimana penso che sarà pronto. Sono stato io a volerlo, io a proporlo e io poi, a seguito della discussione approfondita che si è svolta in Cdm, a ritenere che poteva essere migliorato”.

Delle inchieste sui grandi appalti che stanno coinvolgendo alcuni esponenti del Pdl e del governo ha spiegato poi, prima di partire per Arcore, che “non sono assolutamente preoccupato. Ci sono casi singoli, come ci sono nelle aziende, nei carabinieri, dovunque…”. “Come ho detto l’altro giorno, suscitando anche ironie, è statisticamente provato che su cento persone qualcuno che fa il proprio interesse in maniera non legittima c’è sempre”. Poi ha smentito le notizie sulla sua insoddisfazione verso l’organizzazione del partito: “Ho letto i giornali. Tutte le notizie che riguardano cambiamenti nel vertice del partito sono assolutamente prive di fondamento. Il nostro è un partito fatto di persone piene di ideali e passione. Non trovo assolutamente cose di cui preoccuparmi, che vanno cambiate. Certo, si cerca sempre di migliorare, ma non c’è niente che possa far pensare a qualcosa di traumatico perchè non esiste nessuna necessità di farlo”.

Infine, il premier ha confermato che il governo poterà all’approvazione il ddl sulle intercettazioni all’esame del Parlamento. “Andiamo avanti con il ddl già approvato da un ramo del Parlamento, mentre l’altro ramo si accinge a discuterlo e a vararlo”.

Il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha commentato con parole dure: “Se davvero Berlusconi vuole fare la lotta alla corruzione deve fare un decreto e non un disegno di legge che serve solo per tirare a campare in attesa che le elezioni si svolgano. E mentre a chiacchiere dice che vuole combattere la corruzione con un ddl che non si approverà mai, in Parlamento ha portato 3 decreti, che invece vengono approvati subito, sulle intercettazioni telefoniche da non fare più, sui processi da non fare più dopo 2 anni e sul legittimo impedimento così che i ministri non rispondono più alla giustizia”.

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