Campania

Provinciali Caserta, Stellato: “Posso sacrificarmi ma non suicidarmi”

Giuseppe Stellato CASERTA. Il consigliere regionale Giuseppe Stellato chiarisce la propria posizione all’interno del Pd, a pochi giorni dall’ufficializzazione delle candidature per le provinciali di Caserta.

“Credo sia arrivato il momento di sottolineare una verità che nulla ha a che vedere con le voci giornalistiche o di corridoio che da troppo tempo girano. La mia possibile candidatura alla presidenza della Provincia non è mai stata, ovviamente, una decisione personale, ma un sacrificio chiestomi dai coordinatori, in ordine di gerarchia e di tempo: prima Stefano Graziano e subito dopo lo stesso Enzo Iodice. E questa la dice lunga su di una mia possibile opposizione a quest’ultimo. L’intento di questa richiesta, a suo tempo, fu quello di scegliere una persona che, a dir loro, avrebbe potuto unire le varie anime del partito, poiché raccoglieva il maggior numero di consensi all’interno dello stesso. Dunque, una candidatura nata per unire e mai per dividere, sacrificando, tra l’altro, molto probabilmente, una più che possibile riconferma alla Regione Campania.

Per meglio spiegarla, almeno due mesi fa, l’incontro e la richiesta di Stefano Graziano al quale rimisi la mia intera disponibilità al servizio del partito, e appena il mese scorso quello con Enzo Iodice, con il quale si decise insieme di promuovere questa candidatura, anche perché sia Iodice che Graziano, rappresentano, come si sa, i coordinatori per le relazioni esterne con gli altri partiti. Non sono dunque, né posso esserein opposizione con alcuno di loro. I probabili duelli che vogliono essere sbandierati non esistono, esiste solo un gioco al bluff di qualcuno che vuole seminare aria di conflitto. Mi piace ricordare però che i bluff possono andar bene al gioco del poker, ma in politica prima poi tutto viene a galla. Quello che si chiede a gran voce invece è una definitiva chiarezza e l’assemblea decisiva sulla questione.

E approfitto per rettificare anche quanto detto a proposito della mia presenza all’incontro del coordinamento di venerdì 12 febbraio, al quale non ho assolutamente partecipato. Ribadisco la mia assenza a quell’incontro e pertanto anche l’impossibilità di poter dire o fare qualcosa che con esso abbia a che vedere.

Concludo col dire che è ormai noto che sono da sempre uno dei promotori dell’unitarietà di questo gruppo politico, per il quale sono stato e sono disposto a scarificarmi, ma, lasciatemelo dire, non a suicidarmi”.

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