Aversa

Ospedale ‘Moscati’, sindacati pronti allo sciopero

 AVERSA. Potrebbe arrivare lunedì lo stop alle attività assistenziali nel San Giuseppe Moscati e negli altri ospedali dell’Asl Caserta.

La decisione sarà la diretta conseguenza delle indicazioni che verranno dai lavoratori dei singoli nosocomi dell’azienda che dal 26 febbraio si riuniranno in assemblea con i rappresentanti della Fials, Confsal, Fsi-Usae, Nursing Up, Rsu. Obiettivo degli incontri sarà valutare le risultanze del vertice tenuto qualche giorno fa tra i segretari delle organizzazioni sindacali e il commissario straordinario dell’Asl dal quale è scaturita la dichiarazione dello stato di agitazione, proclamato il 19 febbraio.

“Dopo ampia discussione, che ha visto l’intervento di numerosi dirigenti e quadri sindacali a rappresentare lo stato di grave malessere dei dipendenti tutti della Asl di Caserta, sia in ordine alle condizioni generali di lavoro, sia per quello che riguarda le retribuzioni, l’attivo dei Quadri e Delegati delle organizzazioni sindacali dell’Asl di Caserta riunitisi per deliberare iniziative di lotta a sostegno della vertenza in atto, sia in ordine alle condizioni generali di lavoro, sia per quello che riguarda le retribuzioni, per la quale è stato proclamato lo stato di agitazione, confermando lo stato di agitazione, all’unanimità, ha deciso – si legge in una nota trasmessa al subcommissario Zuccatelli, al presidente della Giunta Regionale Campania, al Prefetto di Caserta, al Commissario Straordinario dell’Asl Caserta – di garantire piena condivisione della piattaforma vertenziale e delle richieste avanzate dai sindacati, e programmare un calendario di assemblee da tenersi presso i nove presidi ospedalieri della Asl di Caserta per dare informativa ai dipendenti delle iniziative in atto e dello stato della vertenza”.

“Questo – commenta a margine del comunicato Salvatore Stabile, segretario provinciale della Fials – al fine di garantire massima collegialità e convergenza sulla possibile decisione di proclamare lo sciopero”. “Una scelta – conclude – al momento estremamente probabile. Che se si tramutasse in realtà potrebbe avere conseguenze gravissime sull’assistenza dell’intera provincia”.

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