Sessa Aurunca - Cellole

Nucleare, Legambiente a Bassolino: “Passare dalle parole ai fatti”

Giulia CasellaSESSA AURUNCA. “Passata la prima esultanza per il no al nucleare espresso nella Finanziaria di fine anno dalla Regione Campania e premesso che anche noi ambientalisti di Sessa Aurunca accogliamo questa dichiarazione con grande sollievo, è necessario fare, a freddo, alcune considerazioni”.

Lo afferma Giulia Casella (nella foto), responsabile del circolo Legambiente di Sessa Aurunca. “Prima di tutto – dichiara – si rileva una contraddizione nelle dichiarazioni di Bassolino il quale prima afferma: ‘Il territorio della Campania è precluso alla installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione e di stoccaggio del combustibile nucleare nonchè di depositi di materiali radioattivi’, poi: ‘Nella Finanziaria regionale si è giustamente stabilito che la realizzazione di una centrale nucleare debba essere autorizzata tramite accordo tra lo Stato centrale e la Regione’. La seconda dichiarazione denuncia una certa ambiguità: se ci sarà un accordo tra Governo e Regione, si potrà ipotizzare la costruzione di una centrale nucleare in territorio campano e, malauguratamente, sul sito del Garigliano come già preconizzato dal presidente Confindustria della Campania, Giovanni Lettieri e dall’ononorevole Urso? Occorre la massima chiarezza, ‘senza se e senza ma’”.

“C’è poi da rilevare – continua Casella – che all’interno del Pd ci sono varie anime e non vorremmo che, per deprecabili equilibri interni, prevalesse quella favorevole al nucleare. Leggiamo ancora le dichiarazioni dell’assessore regionale all’Ambiente, Walter Ganapini, molto nette contro la scelta scellerata del nucleare. Mentre Bassolino dichiara che il territorio è precluso anche ai depositi dei materiali radioattivi, Ganapini, più realisticamente, ricorda che Sogin vuole fare un sito di stoccaggio per la centrale del Garigliano, nonostante l’Autorità di bacino abbia certificato che si tratta di una zona pericolosamente esondabile. A noi tocca qui precisare il ritardo con cui se ne prende atto, dato che il commissario straordinario Carlo Jean, con un’ordinanza del 15 dicembre 2006, nonostante fosse in corso a Sessa Aurunca una Conferenza dei Servizi sul tema dei depositi, autorizzò Sogin a costruire il primo deposito, non a caso chiamato D1. Tutte le associazioni, da Legambiente a Wwf, a Cittadinanzattiva, a Italia Nostra, tutti i partiti presenti nel Comune, nonché le amministrazioni dei Comuni limitrofi, contestarono immediatamente l’ordinanza, scrivendo al subentrato Governo Prodi perché l’annullasse e chiedendo un incontro perché fossero chiare le posizioni del Governo. Furono fatti convegni, assemblee pubbliche, ma da parte del Governo centrale, della Regione Campania, della Provincia di Caserta ci fu un silenzio assordante. Ebbene, la costruzione del D1 (7 milioni e 193.150 euro) è in avanzata fase di realizzazione con la palificazione già ultimata. Si tratta del primo dei quattro moduli già approvati da Apat (oggi Ispra) nel giugno 2004, con una volumetria totale di circa 44-46mila metri cubi. Tutto ciò in attesa di un improbabile deposito nazionale da costruire non si sa dove, per trasferirvi i rifiuti radioattivi giacenti nel frattempo in questi depositi che andrebbero poi demoliti con uno sperpero di decine di milioni di euro”.

“Il circolo di Legambiente, – conclude Casella – che da decenni si spende contro la centrale del Garigliano, rivelandone fatti e misfatti, aspetta che alle dichiarazioni faccia seguito la concretezza delle iniziative da mettere in campo contro quello che ormai si avvia a diventare un sito di stoccaggio ‘definitivo’ dei rifiuti radioattivi della centrale del Garigliano”.

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