Italia

Festa del Tricolore, Grillo chiede un “Parlamento pulito”

Beppe GrilloREGGIO EMILIA. Ogni occasione è buona e Beppe Grillo ne approfitta di tutte. Anche della celebrazione del 230esimo anniversario del Tricolore.

Il comico genovese ha organizzato una manifestazione pacifica silenziosa, ma significativa, per chiedere che il Parlamento sia una volta per tutte “pulito”, che escluda i suoi condannati e reintroduca il voto di preferenza.Grillosi è presentato alla celebrazione con un seguito di manifestanti muniti di riproduzioni della Bandiera, copie della Costituzione e alcuni cartelli, anche di sfondo comunista, che recitavano: “Via la mafia dal Governo”.

All’evento ha partecipato anche il presidente del Senato, Renato Schifani, che si è confrontato con la folla manifestante. Grillo ha infatti chiesto a Schifani dove siano finite quelle 350mila firme che hanno proposto a legge di iniziativa popolare. “Schifani dovrebbe mettere in agenda la discussione di questa legge, altrimenti i 350mila cittadini italiani che hanno firmato gliene chiederanno conto”. Poi ha aggiunto:“Il presidente del Senato mi ha proposto un incontro privato per parlare della nostra proposta di legge, io gli ho risposto che ero disponibile solamente se potevo venire con una webcam, davanti alla quale lui avrebbe dovuto dire le sue intenzioni in proposito. Allora mi ha detto di no. non accettano il confronto”.

Schifani ha replicato:“Io avevo dato la disponibilità a Grillo ma lui voleva un incontro con la webcam: è una modalità che io non ho condiviso”. Il suo intento era infatti quello di trasmettere in diretta l’incontro agli altri firmatari del disegno di legge. Ma il presidente di Palazzo Madama si dice disponibile: “Io ribadisco la mia disponibilità ad incontrare i primi firmatari dei disegni di legge di iniziativa popolare. Per quanto riguarda la legge proposta da Grillo scriverò al presidente della Commissione Affari istituzionali per sollecitare l’iter di questo disegno di legge, che è già all’ordine del giorno della Commissione. Il presidente del Senato non può portare in aula un ddl se la Commissione non ha completato il proprio iter. Avrei spiegato a Grillo che i ddl ad iniziativa popolare, non avendo una matrice politica, possono correre il rischio in Parlamento di non essere spinti dai gruppi parlamentari. Ma il dovere della politica è fare in modo che il Parlamento, in un modo o in un altro, si esprima”. La seconda carica della Stato si è poi rivolta ai giovani studenti presenti, ricordando loro di dover essere fieri della propria Costituzione, della democrazia. “Difendetela” ha incitato.

Non sono mancati, poi, gli sguardi alla politica interna quando si è ribadita la necessità di un premier eletto dal popolo o quando si è accennato all’urgenza di economizzare la politica, diminuendo i troni in Parlamento. “È fortemente avvertita dai cittadini– prosegue Schifani – l’esigenza della costituzionalizzazione di quel principio fondamentale secondo il quale i governi li scelgono gli elettori e non il Palazzo con i suoi trasformismi. Occorre senza esitazioni impedire che rinascano forme di violenza che l’Italia in un passato non lontano ha già conosciuto, pagato e vinto grazie a quei grandi valori, ricordati dal presidente Napolitano, di solidarietà umana, coesione sociale e unita’ nazionale. L’invito con il quale ci ha recentemente spronato con il suo messaggio di fine anno il Presidente, deve ora tradursi in una vera volontà riformatrice”, ha concluso Schifani.

Alla manifestazione ha preso parte anche la “vicesindaco ribelle”, Lina Barbati, che, ritirate le sue intenzioni di non partecipare all’evento, ha presieduto alla cerimonia, non ascoltando però il discorso di Schifani. “Dopo l’omaggio alla bandiera, vado nella sede dell’Italia dei Valori dove faremo una lettura della Costituzione”, ha dichiarato la stessa.

“Il comportamento assunto da Liana Barbati in occasione del 213° anniversario del Tricolore è assolutamente irreprensibile ed ha tutto il mio appoggio perché dimostra con i fatti, e non con le parole, come l’Italia dei Valori coniughi il profondo rispetto delle istituzioni con le proprie convinzioni politiche”, ha ammonito l’onorevole Silvana Mura, segretario regionale Idv.

Non poteva mancare l’intervento del presidente Giorgio Napolitano, il quale ha detto che “il Tricolore è il simbolo dell’unità e della indivisibilità della Repubblica e dei valori di democrazia e solidarietà solennemente sanciti dalla Costituzione”.

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