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Caso Eluana: assolto il padre che staccò la spina

Eluana EnglaroUDINE. E’ stato assolto, in seguito all’archiviazione del caso,Beppino Englaro, padre di Elauna, la ragazza che, vittima di un incidente, è rimasta in stato vegetativo per circa 17 anni, prima di trovare la morte lo scorso 26 novembre.

Il suo decesso ha scatenato non poche polemiche, facendo rientrare nel registro degli indagati circa 13 persone, assolte tutte dall’accusa di omicidio. Il caso ben presto divenne di rilevanza nazionale: Beppe, che non riusciva più a vedere sua figlia in quelle condizioni, divise il mondo politico: fu sostenuto solo dalla sinistra radicale, quella laica, mentre giudicato e fortemente contestato dalla Chiesa e dal Pdl che non erano d’accordo a staccare la spina che teneva in vita la donna.

La soluzione adottata fu proprio quella ampiamente discussa. Il 23 novembre si decise di interrompere l’alimentazione artificiale che teneva in vita Eluana. Tre giorni dopo la sua morte, avvenuta in una clinica di Udine, l’unica che aveva accettato le richieste di un padre disperato, prese il via l’inchiesta della magistratura per verificare la legalità della procedura adottata.

La magistratura allora spiegò che era “un atto dovuto”, una pratica necessaria per accertare che il caso si fosse concluso nel pieno rispetto della giustizia. Già da subito non si notarono irregolarità nella procedura messa in atto da quel padre che voleva mettere solo fine a un calvario che durava, per sua figlia, da 17 anni.

Ma cosa spinse Beppe a voler staccare la spina? Forse solo la sofferenza e la voglia di dar pace a quell’anima straziata. O, come criticarono alcuni, la mania di protagonismo e voglia di finir al centro dell’attenzione da parte di una padre vittima delle sofferenze della sua figliola?

Beppe ora può dare il suo sospiro di sollievo e dice: “L’epilogo della vicenda non poteva che essere questo. Tutti noi eravamo tranquilli dall’inizio. Del resto, che cosa può attendersi un cittadino dalla magistratura quando ha agito nella trasparenza e nella legalità. Era un atto dovuto”. Non punta il dito contro i magistrati che lo hanno accusato. “E’ ovvio che i magistrati dovevano verificare tutto quanto. Io sono rimasto tranquillo e mi aspettavo questa conclusione in termini quasi assoluti”.

Ad accogliere con soddisfazione la notizia è anche il presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che precisa il suo ruolo in tutta questa vicenda. “Si tratta di una decisione che conferma che tutto il percorso che era stato iniziato, e al quale io mi sono attenuto tenendo un ruolo istituzionale e mai politico, era quello corretto” ha detto.

A convincere i magistrati è stata la dichiarazione fatta dal gip di Udine, Paolo Milocco, in riferimento all’autopsia e consulenze fatte sul cadavere della donna. “La morte è arrivata improvvisamente, senza il sopraggiungere di sintomatologia legata alla disidratazione. Non sono state adottata pratiche anomale. Le procedure autorizzate e specificate nei provvedimenti giudiziari sono state oggetto di preventivi controlli operativi che, in un prudente e scrupoloso intento di massima trasparenza, erano stati predisposti dal tutore dall’equipe assistenziale volontaria e che sono stati recepiti dalla struttura di ultimo ricovero”.

Anche perché il desiderio di Eluana era di vivere al meglio possibile. Il padre avrebbe quindiagito rispettando solo ed esclusivamente la volontà di sua figlia. Stanca di soffrire e far soffrire.

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