Caserta

Acqua pubblica, la Sinistra casertana in piazza

 CASERTA. Si intensificano le manifestazioni, i banchetti e le raccolte di firme per ribadire il principio di acqua come bene pubblico e il servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica.

Domenica 17 gennaio, in tutte le piazze della provincia di Caserta, la costituenda Federazione della Sinistra casertana (che avrà la sua ufficializzazione il giorno 23 gennaio) raccoglierà le firme e diffonderà il messaggio “l’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita”.

Nei comuni sarà presentato un ordine del giorno nell’intento di approvare i seguenti principi: – l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato; – la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero; – la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici; – il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi; – il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza, ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (articolo 117 Costituzione) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale. La privatizzazione forzata dell’acqua bene comune passata nel novembre 2009, attraverso il decreto Ronchi, anche alla Camera dei Deputati a colpi di voti di fiducia dopo il voto precedente del Senato, impone a tutte le forze di opposizione, ai sindacati, alla società civile e ai movimenti sociali una risposta incisiva ed efficace.

“Proponiamo, dunque, – afferma in una nota la federazione – ai partiti, ai sindacati, alla società civile e soprattutto ai movimenti che si battono per l’acqua bene comune di chiamare l’intera popolazione italiana a esprimersi attraverso lo strumento del referendum. A chi, come la maggioranza delle destre oggi al governo del Paese, usa la fiducia per imporre al Parlamento italiano la privatizzazione dell’acqua rispondiamo con uno strumento di democrazia dal basso, il referendum. Nei prossimi giorni chiederemo un incontro a tutte le forze interessate a questa cruciale battaglia per concordare una campagna unitaria per salvaguardare il sacrosanto principio che l’acqua è e deve restare un bene comune. L’imposizione da parte della maggioranza di governo di questo nefasto provvedimento è il segno dell’emergenza democratica che vive il nostro Paese e lo stesso Parlamento, dove giace da anni una proposta di legge d’iniziativa popolare presentata da più di 400 mila cittadini per la gestione pubblica dell’acqua, proposta cui il centrodestra ha risposto oggi con l’accelerazione della sua privatizzazione. Siamo vicini ed uniti nella lotta che la società civile ha intrapreso organizzandosi in comitati pro acqua pubblica e che in molte realtà stia spiegando i rischi di questa privatizzazione”.

Infatti, lunedì 18, alle ore 19, presso la sala parrocchiale della chiesa alla rotonda di San Nicola la Strada si terrà unìassemblea pubblica dove la professoressa Natale illustrerà la tematica, interverrà anche don Oreste Farina, parroco di San Nicola, sempre impegnato sui temi di carattere sociale.

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