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Il Vescovo Schettino presenta a Roma la “Giornata Mondiale delle Migrazioni”

Monsignor Bruno SchettinoCAPUA. Sarà presentata in conferenza stampa a Roma, alle ore 12 del 12 gennaio prossimo, presso la Sala Marconi di Radio Vaticana, la Giornata Mondiale delle Migrazioni, che sarà celebrata il 17 gennaio sul tema “Il minore migrante rifugiato, una speranza per il futuro”.

Quest’anno sarà la città di Capua ad ospitare le celebrazioni in Italia. Alla conferenza stampa interverranno: Monsignor Bruno Schettino, Arcivescovo di Capua e presidente Cemi-Migrantes; Monsignor Giancarlo Perego, direttore generale Migrantes; modera Monsignor Domenico Pompili, sottosegretario e portavoce Cei. Il tema della Giornata si concentra sulla figura del minore come “speranza per il futuro”.

“Spesso – ha spiegato il vescovo Schettino – si pensa che i bambini e i giovani siano il nostro futuro e che loro abbiano la forza di migliorare il nostro mondo. Tuttavia il mondo non è nostro; il futuro è più loro che nostro. Per questo è importante sottolineare che i bambini hanno un diritto fondamentale: hanno il diritto di vivere il proprio futuro e di guardare a questo con fiducia e speranza. Questo è ancora più sentito se il minore è migrante e quindi vive in una situazione di precarietà, e aggravato se il suo passato è segnato dalla fuga come avviene per il rifugiato”.

“Il fenomeno immigrazione – ha concluso il vescovo Schettino in una nota inviataci dal giornalista Ernesto Genoni – ha cominciato il suo decorso e diventa esso inarrestabile. È la nuova coscienza etica e la formazione di un tipo di società che ormai si rivelano e tendono a creare un modello nuovo, non facile oggi a definirlo completamente. Stiamo ancora ai primordi di un mondo nuovo, sempre più complesso e sempre più diverso. Non occorre avere paura, esorcizzando gli eventi, dando colpa allo straniero, pensando che è tutta colpa della diversità, per cui esiste la instabilità, è tutta colpa di chi ha disturbato la quiete, per cui le cose sono cambiate e tutto diventa alogico e incomprensibile. Occorre avere fiducia e credere che esiste la Provvidenza che ricuce i filoni della storia, che diventa sempre più unitaria, nel linguaggio, nel travaglio delle diverse esperienze umane, nel soffio dello Spirito, che pervade e conduce verso nuovi approdi di Grazia e di Salvezza. È la fede nella Paternità di Dio che genera una nuova vita, che lentamente avanza verso i nuovi sentieri, non più interrotti, della speranza che non muore”.

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