Trentola Ducenta

Tra Natale e Santo Stefano tre furti in via California

 TRENTOLA DUCENTA. Continua imperterrito il “lavoro” dei ladri nella parte sud di Trentola Ducenta, la ormai “famigerata” zona di ingresso ed uscita della superstrada di collegamento degli assi mediani, zona Jambo tanto per capirci.

In pochissime ore, incuranti del Natale e delle feste, i soliti ignoti nella sola via California hanno messo a segno ben due furti d’auto e un tentativo di furto andato a male. La strada, poco più di trecento metri, meno di venti numeri civici, diventa quindi la “primatista” tra le strade sfortunate della città, ormai in piena balia di ladri e malfattori, come non mai. In genere si tratta di furti d’auto, ma i soliti ignoti non disdegnano entrare nelle abitazioni per arrotondare il “difficile” stipendio.

Ma mentre via California è praticamente assediata dai pirati, neanche il resto della città ride. Innumerevoli, forse più di un centinaio nel solo mese di dicembre, praticamente su tutto il territorio, furti di auto e in appartamenti, una vera e propria calata di cavallette. I carabinieri, nei limiti propri di una caserma con pochi uomini e mezzi, dopo pochi minuti dalla chiamata sono presenti sul posto, ma pare proprio non riescano a fare di più. Alla gente pare addirittura anacronistica la presenza delle ronde delle forze dell’ordine che ancora, anche se in minor misura, “controllano” la città.

I “mariuoli” sono due o tre giovani, operano dopo ore ed ore di appostamento, in genere fatte con una Fiat bianca, o con una Fiat azzurrina. Un atletico biondino, tanto di tuta scura e scarpe da jogging, salta cancelli, mura, si arrampica dappertutto, entra in azione e se va male i suoi amici sono lì ad attenderlo nella macchina di supporto. Il giorno di Natale, poco prima del pranzo, hanno rubato un’autovettura alla luce del sole, il giorno dopo sono entrati in azione subito dopo i primi momenti di luce fioca, poco prima delle sei di sera. Praticamente incuranti e baldanzosi, strafregandosene di tutto e di tutti, stanno mettendo in ginocchio una città.

La zona da mesi non era stata più segno di simili azioni, forse anche perché per il periodo di “residenza” di Giuseppe Setola. Proprio da quelle parti c’era stato una sorte di coprifuoco generale, ora il tutto è in balia delle azioni di bandacce, molto probabilmente di extracomunitari, coperti in qualche modo dalla malavita locale. In città c’è qualcuno che addirittura dice ad alta voce che si stava meglio quando la città era controllata dai camorristi locali. Distorsioni estreme di chi si sente completamente abbandonato dallo Stato che pare proprio continui ad essere assente.

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