Santa Maria C. V. - San Tammaro

Pd, Monaco invoca scelta democratica per coordinamento locale

Enrico MonacoSANTA MARIA CV. “Le recenti esternazioni, apparse sui fogli della stampa locale, del sindaco Giudicianni, disvelano il malumore degli iscritti cittadini al Pd per l’interminabile transizione al compiuto assetto del nuovo soggetto politico”.

Lo afferma, in una nota, l’avvocato Enrico Monaco, consigliere comunale del Pd. “L’approssimarsi delle elezioni amministrative per provincia e regione; la necessità di definire contorni, appartenenze, contenuti e prospettive dell’azione amministrativa cittadina a metà mandato; il rapporto con le altre forze politiche, che supportano la maggioranza consiliare; e … last but not least! … il doveroso impegno perché tutti coloro che si proporranno per le candidature alla tornata amministrativa abbiano il massimo supporto del circolo cittadino per la raccolta dei consensi, sono altrettali motivi che rendono non oltre procrastinabile l’esercizio di democrazia interna al Pd nell’individuazione del coordinatore cittadino: un coordinatore cittadino, che forte del consenso accordatogli dalla base, sia pienamente legittimato a farsi onere di tutte le problematiche dapprima citate e non solo.

I toni, da intendersi piuttosto come provocatori che non da apocalittiche e irreversibili prese di distanze, del comunicato del primo cittadino danno il senso e la misura del disagio che egli avverte nel dovere operare, talvolta per necessità talvolta per approssimazione (chi non sbaglia mai?), sdoppiandosi in “parte” – quale iscritto ed espressione del Pd – e “sintesi” – quale esponenziale e garante di tutte le forze della maggioranza consiliare. Il tutto nella cornice delle difficoltà di questa esperienza amministrativa, su cui calano concentricamente il disagio sociale, pienamente legittimo, e il disagio, non sempre del tutto veritiero e obiettivo, ma dal loro punto di vista legittimo, di ex compagni di strada, che ancora elaborano la strategia post-deprivazione. Trattasi di un disagio pienamente condiviso anche dal gruppo consiliare del Pd, che invoca a gran voce l’iniziativa degli organi di partito preposti, perché a questa situazione di disagio si ponga definitivamente rimedio.

La supplenza a cui, con grande esperienza, maestria e spirito di abnegazione, si è esercitato in questi mesi il dottor Alessandro Troianiello, tutt’oggi in assenza di indicazioni contrarie del Coordinatore Provinciale rappresentante del Pd in città, non è più avvertita come sufficiente dal circolo cittadino. Non è questione di persone: il dottor Troianiello potrebbe essere indicato dalla base del partito come coordinatore cittadino. Quello che si vuole è che il coordinatore cittadino sia frutto di un percorso democratico interno, che dia anche visivamente la cifra di un ritorno alla vita ordinaria del circolo. Non c’è bisogno neanche di ribadirlo: conosco l’intelligenza del dottor Troianiello, a cui sono personalmente legato da un vincolo filiale, e sono certo che egli comprende i termini del ragionamento e li condivide. Manco a dirlo, sarei ben lieto di accordargli il mio voto per la segreteria.

Cosa c’entra, si dirà, con questo disagio l’onorevole Stellato? Intanto, quando il malumore avanza è possibile che anche l’attenzione svicoli e lasci spazio all’emotività. Non è difficile, però, pensare che la mancanza della cassa di risonanza politica abbia funto da acceleratore delle frizioni fisiologiche, interrompendo un dialogo, che con alti e bassi c’è sempre stato tra sindaco, circolo cittadino e onorevole regionale. Nessuno, però, ha mai revocato in dubbio la leadership che, per funzioni istituzionali e qualità personali, si è sempre riconosciuta a Peppino; leadership che, siamo certi, sarà confermata dalle urne a vanto non dell’uomo Stellato o del Pd, ma della comunità cittadina tutta.

Spiace deludere i disfattisti e chi pensa di poter cavalcare l’onda, per oscurare il poco o molto di buono che questa amministrazione sta portando alla città o il tanto che l’onorevole Stellato porta in dote a questa città e all’intera Provincia. Sono prove di democrazia interne al Pd, ma fisiologiche a tutte le forze politiche, se è vero che continuiamo a leggere di scossoni e ricuciture interne alla locale sezione del Pdl, dai cui vertici tuonano spesso anatemi e minacce di allontanamento.

Se questo è normale per le forze di opposizione, che pure hanno più facile collante nella critica all’amministrazione, non c’è proprio da strapparsi le vesti se accada anche all’interno delle forze di maggioranza, che hanno la responsabilità e l’onere di dettare le linee del governo cittadino”.

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