San Nicola la Strada - San Marco Evangelista

Il giornalista Bernardo presenta il libro “Nel nome del Padre”

Lucio Bernardo SAN NICOLA LA STRADA. Si terrà presso il salone delle conferenze del Real Convitto Borbonico “Madonna delle Grazie”, con inizio alle ore 17.30 del prossimo 29 dicembre, la presentazione al pubblico del libro del giornalista e scrittore Lucio Bernardo dal titolo “Nel nome del Padre”.

“Si tratta – ha commentato Bernardo – di una raccolta di vecchie foto trovate spulciando gli “antichi” e nostalgici ricordi sannicolesi”. Il libro è stato realizzato a cura della locale sezione della Pro Loco, fondata a San Nicola dal padre Giuseppe, scomparso nel 1989 a 68 anni. Lucio Bernardo 51 anni, presidente della Pro Loco di San Nicola la Strada, è iscritto all’Ordine Nazionale dei giornalisti fin dal 1983, è fiduciario per la provincia di Caserta dell’Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana).

Corrispondente di quotidiani di tiratura nazionale, ha seguito fin dall’adolescenza la vita della sua città natale, notevolmente cresciuta negli ultimi 20 anni. Con questa pubblicazione vuole contribuire, con i soci della Pro Loco, a non dimenticare usi, costumi, immagini e tradizioni di San Nicola la Strada. Su mio padre Giuseppe, che dirti, è scomparso nel 1989 a 68 anni, è stato fondatore della Dc a Caserta, fu premiato con la medaglia d’oro.

E’ stato uno degni insegnanti storici sannicolesi, che hanno formato intere generazioni, insieme con Felice D’Andrea, Pietro Russo, i 2 Gentile (Giovanni e Domenico),Angelo Ruggiero, Mario Ciaramella etc. E’ stato per anni presidente provinciale dell’Aimc – Associazione Italiana Maestri Cattolici, commissario dell’Enpmf (Ente nazionale protezione morale del fanciullo), sindacalista del Sinascel (Sindacato Nazionale Scuola Elementare), corrispondente de Il Mattino dal dopoguerra fino alla morte, fondatore del periodico Il Ponte del quale fu il primo direttore responsabile.

E’ stato il fondatore della Pro Loco, animatore di tante iniziative, pensa alle sacre rappresentazioni fatte dal dopoguerra fino agli anni ’80, sulla vita di San Nicola, la passione e morte di Gesù Cristo (quella del libro di Maiorano). Insomma un operatore sociale come ha fatto scrivere sulla lapide al cimitero, un sannicolese amante della sua città, dei suoi natali.

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