Italia

Puglia, ok di Emiliano alle Primarie. E attacca Vendola: “Vuole spaccare il Pd”

da sin. Emiliano e VendolaBARI. Il Pd pugliese non riesce anominare il candidatopresidente del centrosinistra alle prossime regionali, e intanto è scontro tra l’uscente Nichi Vendola e il sindaco di BariMichele Emiliano.

“Se Vendola proprio ci tiene, vuol dire che faremo le primarie”, affermaEmiliano, il cui benestare è condizionato al fatto che cambi la legge regionale elettorale che attualmente prevede le dimissioni per sindaci e presidenti di Province che vogliano presentarsi come candidati presidenti alle regionali.

Incalzato dai giornalisti, Emiliano accetta per la prima volta le primarie, poste come condizioneda Vendola, perchè sia fatto un nome diverso dal suo a candidato presidente del centrosinistra. Emiliano, tuttavia, non risparmia dure critiche al governatore in carica: “Vuole spaccare anche il Pd, dopo aver spaccato il suo partito, dopo aver spaccato i Verdi e i Comunisti Italiani, dopo aver spaccato l’Idv. Dopo aver ridotto a un cumulo di macerie il centrosinistra pugliese”.

Tuttavia,Emiliano di dice fiducioso: “Se le vinco, queste primarie, noi abbiamo vinto le elezioni regionali. Se vinco le primarie del Pd allargato, noi abbiamo vinto le elezioni regionali. Questo Nichi lo sa, e se lo ritiene faccia le primarie con moderazione. Se lui ha davvero a cuore questa regione confrontiamoci in allegria, senza rancori, cerchiamo solo di tenere in piedi ciò che abbiamo costruito in questi anni. Comunque vada – ha concluso il sindaco di Bari – la mia storia personale e politica rimarrà legata a quella di Vendola che, per me, non è un nemico. Ma è semplicemente una persona che, in questo momento, non riesce a vedere quello che vedo io, e che gli propongo di osservare con attenzione”.

Vendola ha proposto che le primarie si svolgano il 17 gennaio, cioè prima della seduta del Consiglio regionale pugliese, convocata per il 19, che dovrebbe esaminare l’emendamento con il quale potrebbe essere cassata dalla legge elettorale regionale la ineleggibilità dei sindaci. Legge – da più parti già ribattezzata “salva-Emiliano” – a cui hanno espresso parere contrario 14 consiglieri regionali appartenenti ai “cespugli” del centrosinistra, assessori regionali del Pd e l’opposizione del centrodestra.

Intanto, anche in Sicilia è alta la tensione, pur non essendo previsti appuntamenti elettorali imminenti. Il governatore Raffaele Lombardo ha tenuto a battesimo il suo terzo governo senza il Pdl, che segue così le sorti dell’Udc.

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