Italia

Omicidio Vignola, custodia cautelare per il prete

don Giorgio PaniniMODENA. Il gipPaola Losavionon ha confermato il fermo ma ha disposto la custodia cautelare per don Giorgio Panini, il parroco 57enne accusato dell’omicidio dell’amico che lo ospitava da anni, Sergio Manfredini.

Rimarrà dunque piantonato nella sezione carceraria del Policlinico di Modena, dove è ricoverato per la ferita al capo infertagli con un candelabro da uno dei familiari della vittima.

Intanto, restanostazionarie le condizioni di Paola Bergamini, la moglie 67enne di Manfredini, accoltellata al collo mentre cercava di difendere il marito dai fendenti di don Giorgio.E’ ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Modena. Mentre il figlio della coppia, Davide,43 anni,rimasto ferito ad una mano è ricoverato nella struttura di Chirurgia della Mano del Policlinico e presto sarà dimesso.

Nella giornata di domenica, attraverso il suo legale, don Panini ha riferitodi non ricordare cosa sia successo. L’episodio sarebbe avvenuto nella notte tra il 23 e il 24 dicembre, intorno alle 4, qualche ora dopo che il prete, ex insegnante di religione nel vignolese (come la moglie della vittima)era rientrato da una festa natalizia con i parrocchiani. L’autopsia sul corpo di Manfredini ha confermato cheè stato colpito da 20 coltellate. Probabilmente una mortale, alla giugulare.

IL LEGALE: “NON C’E’ NE’ MOTIVO NE’ MOVENTE”. “Don Panini è sconvolto, – ha detto il suo legale Domenico Giovanardi – ha ricordi piuttosto vaghi e frammentari della tragica notte tra mercoledì e giovedì. Ha fornito elementi importanti, pur non avendo potuto riconoscere esplicitamente, proprio per queste immagini imprecise che conserva di quei momenti, di aver accoltellato nella casa di Vignola l’amico fraterno che lo ospitava in casa da almeno 15 o 20 anni”. L’avvocato prova a inquadrare quanto è accaduto come un raptus: “Non c’èné motivo né movente. Dovremo allora attendere le perizie di specialisti per definire meglio le cause di quanto è accaduto, una vera tragedia ‘familiare’. Don Panini e Manfredini si conoscevano da 30 o 35 anni, da tanto il sacerdote era ospite di quella famiglia ed era proprio uno di loro”.

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