Italia

Alberghi a luci rosse nella città sacra di Pompei: 10 arresti

 NAPOLI. Sacroe profano. A Pompei, città degli scavi e del Santuario mariano, sono stati sequestrati tre alberghi che non ospitavano pellegrini e turisti, ma fungevano da alcove per sesso a pagamento.

I carabinieri del nucleo operativo di Torre Annunziata hanno arrestato 10 persone (tre finite in carcere e sette ai domiciliari) in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della locale Procura. Ad altre sette persone è stato notificato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Sotto sequestro un appartamentoe sette alberghi, tre dei quali a Pompei, a pochi passi dal Santuario della Madonna. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla prostituzione ed alla agevolazione della prostituzione.

Nel corso di indagini i militari hanno scopertol’esistenza dell’organizzazione e il coinvolgimento diprostitute italiane e straniere, che esercitavano l’attività di meretricioin alberghi nelle province di Napoli (nel capoluogo e a Giugliano), Caserta (San Nicola la Strada) ed Avellino (Mercogliano e Serino) e nell’appartamento messo a disposizione dalla proprietaria 57enne, arrivando a guadagnare anche 3mila euro ciascuna al giorno.

La tecnica del procacciamento dei clienti avveniva anche mediante inserzioni di annunci su riviste e quotidiani a tiratura anche nazionale, pagati esclusivamente dalla prostituta al prezzo di 85 euro cadauno.

L’organizzazione ha registrato anche un decesso per arresto cardiocircolatorio, di un medico di Napoli,nel giorno di San Valentino dell’anno scorso, nella casa di prostituzione di Napoli, nel quartiere Vomero, mentre questi consumava un rapporto sessuale, probabilmente stimolato da psicofarmaci per aumentarne la prestazione, con una delle prostitute individuate. Gli inquirenti hanno accertato che, in quell’occasione, la donna diede una versione di comodo alla Polizia intervenuta sul posto, circa le fasi immediatamente precedenti al decesso, onde scongiurare conseguenze penali per lei, per le sue compartecipi e per la proprietaria dell’appartamento.

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