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Inter, Mourinho sull’aggressione a giornalista: “Solo insulti”

MourinhoLo “special one” ritorna a parlare dopo il silenzio per il post Torino e attacca: “Io nervoso a Torino perchè la partita non è stata normale”.

Sull’aggressione al giornalista del Corriere dello Sport poi dice: “Insulti si, spinte no”. Josè Mourinho riacquista la parola in vista della gara di stasera che vedrà l’Inter giocarsi la qualificazione in coppa Italia contro il Livorno per una gara valida per gli ottavi di finale ma il tecnico portoghese esordisce a suo modo. “Ad esser sincero ho insultato il giornalista, è vero che ho utilizzato una parola brutta, ma non l’ho spinto e non ho tentato di aggredirlo. L’ho fatto perché è frutto di continui richiami”.

Insomma, la sua attenzione sembra essere rivolta principalmente alle accuse riguardanti una sua aggressione nei confronti del giornalista Ramazzotti nel post-partita di Bergamo. Non gli ha fatto di certo piacere essere considerato un protagonista di anti-fair play. Il nervosismo è molto e non fa poco per nasconderlo: “Dopo ogni partita ho visto questo giornalista nell’intimo spazio di Inter Channel – tuona il portoghese – e io più di una volta ho detto che non lo volevo lì. A Bergamo ho agito e gli ho fatto capire che non doveva stare lì ma ho usato parole che non dovevo usare”.

Non era da poco che il tecnico nutriva poca tolleranza nei confronti del giornalista ma comunque si scusa e cede all’ironia: “Gli chiedo scusa, era una situazione privata ma lui ha fatto di tutto per renderla pubblica. Voglio concludere la storia con un po’ di buonumore e da lui mi aspetto un regalo di Natale perchè se prima il Ramazzotti famoso era Eros ora è lui”. Chi prenderà in considerazione queste esternazioni sarà la procura federale che ha aperto un fascicolo a riguardo.

E Mourinho dice: “Andrò lì e dirò le stesse cose”. Probabilmente in un altro paese, come l’Inghilterra tanto amata dallo Special One, sarebbe stato cacciato via. E su questo si pronuncia così: “Lì sarebbe impossibile vedere un giornalista accanto al pullman della squadra per ascoltare le interviste. L’offesa che ho rivolto al vostro collega è stata la prima nella mia carriera e spero sarà l’ultima. La punizione che accetterò senza nessun problema sarà quella da parte della mia società che, ma a livello di giustizia sportiva: mi pare assolutamente ridicolo che sia punito, è un qualcosa che riguarda un altro ambito”.

Il tecnico è particolarmente nervoso nell’ultimo periodo, malgrado ritenga di non aver “nulla contro la stampa”. Non fa a meno di sottolineare ciò che è stato detto riguardo la partita di Torino: “Con la Juve sono successe cose importanti che i media hanno dimenticato, chi subito chi velocemente. Comunque è stata una partita anormale (riferendosi nettamente all’arbitraggio di Saccani poco idoneo dati i due calci di rigore non concessi ai nerazzurri l’uno su fallo a Samuel, l’altro per fallo su Milito)”.

Poi finalmente mette in rilevanza la partita di coppa Italia con il Livorno: “Schiererò chi ha giocato di meno” ma anche in questo caso per Arnautovic sarà in tribuna, un netto segnale di possibile cessione? Nell’undici titolare spazio a Toldo tra i pali, per lui esordio stagionale, in difesa con gli infortuni di Samuel e Santon e le squalifiche di Materazzi, Cordoba e Zanetti probabile innesto del primavera Donati, mentre al centro ci dovrebbero essere Lucio e Chivu, sulla destra Maicon. Altro primavera che potrebbe trovare spazio è Stefanovic, in attacco Suazo sarà affiancato o da Milito o da Eto’o. Serse Cosmi da Livorno fa sapere che non ha paura “Non andremo a Milano per fare la comparsa, in questo sport per andare avanti c’è bisogno di coraggio ed ambizione, oltre alla consapevolezza di chi ci si trova davanti. Andiamo a Milano con questo spirito, per conquistare la qualificazione”.

Intanto, in casa Inter c’è già un bell’arrivo in vista di gennaio,si tratta di Edison Cavani, attaccante del palermo che percepirà un contratto che si aggira in torno al milione di euro per tre anni, l’uruguaiano allontana ulteriormente Arnautovic che, magari nell’affare, potrebbe finire a Palermonell’affare, potrebbe finire a Palermo.

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