Esteri

Damasco, esplode un bus di pellegrini: “Non è attentato”

 DAMASCO. Un autobus di pellegrini iraniani è esploso a Damasco, nella zona periferica di Sayeda Zainab. Il bilancio provvisorio parla di cinque morti e decine di feriti.

La causa, secondo le prime informazioni, sarebbe stata una bomba, anche se l’emittente al Jazeera, citando il ministro degli interni siriano, Said Sammur, riferisce che “non è stato un atto terroristico”, avanzando l’ipotesi che l’esplosione sia stata scatenata dallo scoppio di una ruota del bus.

Secondo la televisione al Manar, gestita dalla milizia shiita degli Hezbollah, si tratterebbe di un’esplosione accidentale, causata da una bombola di gas trasportata fra i bagagli dei pellegrini. Non è chiaro se le vittime fossero tuttipasseggeri iraniani del mezzo: al momento dello scoppio, infatti, il bus era fermo a una stazione di rifornimento. Tra i morti accertatici sono il conducente dell’autobus, il suo assistente ed un meccanico.

L’intera area, nota per essere uno dei più importanti siti per il pellegrinaggio degli sciiti da tutto il mondo, è stata evacuata e isolata dalle forze di sicurezza. Poco lontano da Sayda Zeinab, nel settembre 2008 si era verificato un attentato dinamitardo nel quale erano rimaste uccise 17 persone.

L’esplosione è coincisa con la visita ufficiale nella capitale siriana di Said Jalili, segretario generale del Supremo Consiglio iraniano per la sicurezza nazionale. Secondo al Jazeera, la conferenza stampa di Jalili prevista in mattinata è stata cancellata, ma l’alto rappresentante iraniano avrebbe comunque incontrato il ministro degli esteri siriano Walid al Muallim. La Siria è il principale partner regionale della Repubblica islamica. I due Paesi sono legati da trent’anni da una solida alleanza politico-militare.

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