Esteri

Copenahaghen, 210 miltanti arrestati.Monito di Bendetto XVI contro abuso pianeta

scontri tra polizia e militanti nel quartiere ChristianiaCOPENAHAGHEN (Danimarca). Sono almeno 210 le persone arrestate dopo i violenti scontri avvenuti lunedì sera a Christiania, il quartiere della capitale danese abitato da una comunità hippy.

La polizia danese era giunta nella zona, definita come “città libera”, per cercare di spegnere gli incendi delle barricate poste all’ingresso del quartiere, ma la comunità hippy, che aveva organizzato una festa, ha risposto con il lancio di molotov.

Gli agenti danesi sono ricorsi ai gas lacrimogeni per cercare di calmare la situazione che però è degenerata, come ha dichiarato anche il portavoce della polizia Henrik Suhr: “Siamo entrati in Christiania per inseguire alcuni individui che avevano drizzato barricate, messe a fuoco nella strada e gettato bombe incendiarie sui nostri poliziotti prima di rifugiarsi in Christiania”. Ne è nato uno scontro diretto tra agenti e militanti sia danesi che stranieri che è culminato nell’arresto di 210 persone che sono state trasferite presso il centro speciale di detenzione istituito vicino a Copenaghen in occasione del vertice mondiale sul clima.

In occasione della Giornata Mondiale della Pace, Benedetto XVI ha diffuso un suo messaggio relativo ai pericoli climatici: “La questione ecologica non va affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado

ambientale profila all’orizzonte,

– ha ammonito il Pontefice – a motivarla deve essere soprattutto la ricerca di un’autentica solidarietà a dimensione mondiale, ispirata dai valori della carità, della giustizia e del bene comune. Appare sempre più chiaramente – ha aggiunto Papa Ratzinger – che il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico”.

Intanto nonostante il clima di tensione che si avverte dopo i violenti scontri avvenuti nella notte, i Ministri dell’Ambiente, impegnati nei gruppi di lavoro, cercano di arrivare ad un’intesa entro venerdì, giorno in cui arriveranno a Copenhagen più di 100 leader da tutto il mondo. Il difficile sarà trovare il punto in comune tra le due differenti visioni: da una parte c’è chi vorrebbe un trattato unico e complessivo che, alla scadenza del Protocollo di Kyoto nel 2012, vincoli tutti i Paesi con impegni, dall’altro c’è chi lavora per un aggiornamento limitato di Kyoto, il quale prevede impegni per i soli Paesi industrializzati che lo hanno sottoscritto.

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