Pollena Trocchia

Camorra, sequestrati beni per 46 milioni tra Napoli e Caserta

poliziaNAPOLI. La polizia ha sequestrato beni per un valore di sei milioni di euro a Vincenzo Vitale, 41 anni, di Grumo Nevano (Napoli).

L’uomo, attualmente in carcere, è ritenuto la mente imprenditoriale del clan Cennamo, capeggiato da Antonio Cennamo (detto “Tanuccio ‘o malommo”), potente organizzazione operante nei comuni di Frattamaggiore, Frattaminore, Cardito e Crispano, attiva prevalentemente nel settore delle estorsioni a operatori commerciali e imprenditori.

Gli agenti della questura di Napoli hanno eseguito i provvedimenti di sequestro nel periodo tra marzo e novembre di quest’anno, in collaborazione con i commissariati di Aversa e Frattamaggiore. Si tratta di beni interamente intestati a prestanome.

Sequestrati una lussuosa villetta a Sant’Arpino, quote societarie di aziende alimentari nell’aversano, beni aziendali, il lussuoso ristorante-pizzeria “Pink House” a Frattamaggiore, il bar-pasticceria “Pink House” ad Aversa (Caserta), in viale Kennedy, appena inaugurato, due auto e numerosi rapporti bancari.

Il clan aveva costretto, con minacce anche di morte, un commerciante a cedere gratuitamente il ristorante “Luxor Club”, in via Biancardi, a Frattamaggiore, proprio a Vitale che ne ha poi cambiato la denominazione nell’attuale “Pink House”, sottoposto a sequestro.

ALTRI 46 MILIONI SEQUESTRATI AI FRATELLI COSTA. Altri beni per 46milioni di euro sono stati sequestrati dalla sezione misure di prevenzione patrimoniali della divisione anticrimine della questura di Napoli, su decreto del tribunale partenopeo, ai fratelli Nicola Giovanni Costa, 27 anni, e Maurizio Costa, 25 anni, appartenenti a una famiglia di imprenditori di Sant’Anastasia (Napoli). I fratelli lavorano nei settori edile e della componentistica elettronica, e sono ritenuti attigui ai clan Sarno e Panico, attivi il primo nel quartiere Ponticelli di Napoli e il secondo nei comuni dell’hinterland Somma Vesuviana e Sant’Anastasia. I fratelli Costa vennero arrestati, in due diverse operazioni, all’inizio del 2007. Tra i beni loro sequestrati, per un valore di circa 40 milioni, c’è un ampio complesso residenziale diviso in otto appartamenti in riva al mare con annessa spiaggia di pertinenza, nel comune di Vico Equense (Napoli), tutte le quote sociali e i beni aziendali della Coim srl, società del settore immobiliare con sede legale in Napoli, le quote sociali della Pollena Costruzioni srl attiva nel settore edilizio e con sede legale a Sant’Anastasia e un fondo rustico dell’estensione di circa 15 ettari, comprensivo di fabbricati rurali e capannoni industriali, per un numero complessivo di 21 immobili situato nel comune di Sant’Anastasia.

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