Sant’Arpino

Pd: “La maggioranza si auto-sconfessa”

Comune di S.ArpinoSANT’ARPINO. “Vorremmo chiedere scusa a questi pseudo-politici da strapazzo per aver avuto l’ardire di riportare correttamente quello che loro, non altri, hanno scritto e che, purtroppo per loro, non riescono a comprendere”.

Lo afferma, in una nota, il circolo del Pd santarpinese in merito allo scambio di accuse sul passaggio all’Udc del sindaco Eugenio Di Santo e di alcuni esponenti della sua maggioranza.

“Qui non si tratta più di immoralità e malcostume politico, – continuano i democratici – ma più semplicemente di lingua italiana. E visto che ci siamo, oltre alle scuse, vorremmo anche consigliare loro un corso serale di apprendimento accelerato presso la ‘succursale’ del Liceo ‘Scentifico’. Si parla di malafede, ma la pezza è peggiore del buco. Le loro specificazioni non fanno altro che avvalorare, rafforzare quanto da noi denunciato. Sono davvero così accecati da non rendersi conto che stanno affermando loro stessi di essere venuti meno all’impegno sancito inequivocabilmente nella proposizione principale (in grassetto) della frase da loro riportata per intero (e li ringraziamo per la chiarezza): ‘I partecipanti al presente progetto politico si impegnano a non operare ‘cambi di casacca’ senza le dimissioni consequenziali’. La proposizione successiva, incautamente e maldestramente richiamata, non cambia la sostanza dell’impegno”.

“Il loro progetto politico comprendeva ben 12 sigle politiche, di cui alcune relative a partiti scomparsi da tempo. Seguendo per assurdo il loro bizzarro ragionamento, il progetto politico della maggioranza comprendeva ben 12 sigle politiche, di cui alcune relative a partitini scomparsi da tempo. Ciò giustificherebbe che possono cambiare ‘casacca’ per dodici volte, ovvero 12 ‘salti della quaglia’, senza muoversi dalla maggioranza. Ma il problema non è questo e loro lo sanno bene: si tratta di malcostume politico aggravato dalla recidiva dell’impegno assunto e non mantenuto. Ormai, sbugiardati dal loro stesso comportamento, cadono nel ridicolo e nel farsesco. Loro che sono stati iscritti ed eletti nel partito dello Sdi, i socialisti, ora si ricordano che provengono dal cattolicesimo popolare. Gli stessi che occuparono militarmente lo Sdi con la complicità dell’allora consigliere provinciale Ziello che, per un accordo trasversale, doveva occupare la poltrona di consigliere provinciale. E tutto questo alla faccia della coerenza e del senso di appartenenza partitica. Cosa dire del capogruppo Ernesto Capasso che, pur di ottenere l’ennesima candidatura provinciale, sceglierebbe qualsiasi ‘partito’. Altro che cattolicesimo popolare. Ma, come al solito, siamo al cospetto di personaggi che travisano e sconfessano, perfino quello che hannoloro scritto”.

“E’ coerente chi seguendo i partiti di appartenenza, Margherita e Ds, hanno costituito il Partito Democratico, o chi ha cambiato continuamente schieramento politico? Ovviamente, la risposta la sanno bene i trasformisti politici che andarono nello Sdi per ottenere incarichi ed ora transitano nell’Udc per potersi garantire qualche candidatura alle prossime elezioni. Dopo ben 9 ‘cambi di casacca’ è evidente che usano i partiti come un autobus. Arrivederci alla prossima fermata, noi vi attenderemo, tanto avete altre 3 fermate da effettuare per rimanere ‘rispettosi’ del vostro impegno”.

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