Sant’Arpino

Il Pd insiste: “Il cambio di casacca è avvenuto senza dimissioni”

 SANT’ARPINO. “Repetita iuvant. Mai broccardo fu più appropriato. Vi giovasicuramente andare a ripetizione per cercare di capire quello che scrivete.

Anzi, forse è anche il caso che compriate un ‘Dizionario’ per ripetere un poco di analisi del periodo ‘I partecipanti al presente progetto politico si impegnano a non operare ‘cambi di casacca’ senza le dimissioni consequenziali’. E’ talmente chiaro il significato che non c’è bisogno di aggiungere altro. Solo chi l’ha scritto non riesce a comprenderlo. L’impegno che avete assunto, senza averlo capito, è quello di non operare cambi di casacca. E se li operate (e li avete operati) vi dovreste dimettere. Punto. Diverso significato non esiste”.

Insiste, dunque, il coordinamento cittadino del Partito Democratico nel ritenere che il sindaco Di Santo e gli esponenti della maggioranza che con lui hanno aderito all’Udc hanno tradito l’impegno preso in campagna elettorale.

“Non siamo noi a stravolgere la lingua italiana, – continua il Pd, rivolgendosi a Di Santo e company – siete voi, purtroppo, a non conoscerla. A seguire c’è la proposizione subordinata, in corsivo (come si è detto un po’ di studio analisi del periodo non farebbe male), ossia ‘In particolare (sarebbe stato più corretto scrivere ‘Inoltre’), la maggioranza, rappresentata dai 13 consiglieri eletti più il sindaco, si deve impegnare formalmente e con la sottoscrizione (già all’atto della candidatura) di un documento moralmente vincolante a non accettare l’apporto di voti rinvenienti da eletti nelle file della minoranza” non fa altro che aggiungere ulteriori elementi di confusione e assumendo peraltro un impegno del tutto inutile ed illogico. Ed è talmente paradossale e illogico quello che avete scritto da non esservi resi conto che i voti rivenienti dalla minoranza li avete già ottenuti in più occasioni senza che l’abbiate mai rifiutati. Probabilmente, voi volevate dire un’altra cosa e, purtroppo, poco conoscendo la lingua italiana, avete scritto una cosa per un’altra. Infatti, voi avete scritto che vi impegnate a non accettare i voti rinvenienti da eletti nelle file della minoranza, che detto così è un non senso. Forse volevate dire di impegnarvi a non accettare l’apporto di voti rinvenienti da eletti nella minoranza e che fossero decisivi per il mantenimento della maggioranza? E, allora, diteci cosa c’azzecca tutto questo con il cambio di casacca?”.

“Quindi è ulteriormente dimostrato e rafforzato che il cambio di casacca riguarda esclusivamente voi 13 e di tali cambi ne avete effettuati già una dozzina, senza alcuna conseguente dimissione. Ma comunque la giriate quello che avete scritto è un guazzabuglio che con la lingua italiana non c’entra proprio nulla. Ma anche volendo ammettere per un attimo, ed è impossibile, che la lettura giusta sia la vostra, appare chiaro che il codice etico è costruito a misura del vostro trasformismo, coerente con la vostra abituale convivenza con la menzogna. In quanto, poi, al riferimento al passato, del quale non riuscite a liberarvi, vi ricordiamo che li avete tutti con voi i campioni del cambio di casacca e non è neanche il caso di citarli”.

“Infine, vi conviene non assumere impegni che non sarete in grado di mantenere. Se mai si dovesse realizzare la possibilità di una dimissione in coerenza, si fa per dire, con il fantasma del codice etico, voi appena visto il nome del primo dei non eletti, Carlo Boerio, inchiodereste alla sedia l’eventuale ‘dimissionario’”.

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